lunedì 14 ottobre 2013

NO DEL VATICANO A FUNERALI PRIEBKE

"Non sono previste esequie per Erich Priebke in una chiesa di Roma". La voce che aveva diffuso l'avvocato del criminale nazista, Paolo Giachini, che si sarebbe celebrata una funzione funebre nella Capitale ha trovato l’immediata smentita da parte del portavoce del Vicariato, don Walter Insero. La posizione della Chiesa è netta ed è frutto di una meditata riflessione tenendo conto dei motivi di opportunità e probabilmente anche per non creare sconcerto tra i fedeli, visto che Priebke fino all'ultimo, sia negli scritti che ha lasciato, che nelle affermazioni raccolte poco prima di morire, non ha dato segni di pentimento, non ha arretrato di un millimetro dalle sue tesi negazioniste.

LA FUNZIONE FUNEBRE
In ogni caso di richieste esplicite al Vicariato da parte dei familiari per il funerale fino a ieri pomeriggio non ne erano arrivate. Niente di niente. Tuttavia quello del Vicariato, precisano dall'interno, non va inteso come un rifiuto ai funerali in sé, semmai è una sorta di chiarimento ispirato dal quadro complessivo della situazione. Il che significa che una semplice preghiera funebre può essere sempre autorizzata in altri luoghi al di fuori delle chiese, magari in un piazzale, in un obitorio o in una stanza di una abitazione privata. Infine, altra cosa che fanno notare in Vicariato, è che il funerale potrebbe avvenire al di fuori del territorio diocesano di Roma dove la competenza non è più del cardinale Vallini. Allo stato attuale nessuna chiesa di Roma ospiterà le esequie e chissà se alla base della riflessione avvenuta al Laterano c'è il canone 1184 che stabilisce il divieto ai funerali cristiani per coloro che non si sono pentiti prima della morte e che coi loro peccati manifesti potrebbero dare “pubblico scandalo ai fedeli”. La questione tuttavia resta scivolosa e dibattuta anche per i canonisti. La linea della comunità ebraica è in sintonia con quella del Vicariato. «La decisione presa dal Vicariato è unica nella storia», ha commentato Riccardo Pacifici, presidente della comunità ebraica di Roma. «Credo lasci il segno di non rimanere indifferenti davanti alle tragedie umane. Non si può essere anti-semiti se cattolici», ha aggiunto.Don Davide Scito, esperto di Diritto canonico all’Università Pontificia della Santa Croce, per esempio, fa notare che «la misericordia di Dio è per tutti ed è sempre più grande. Non siamo noi a dover giudicare». Il Codice contempla tutti i casi atipici nei canoni 1183-1185. Le norme stabiliscono che hanno diritto alla cerimonia funebre i bambini morti prima di essere battezzati, i battezzati iscritti alla Chiesa non cattolica; mentre permane il divieto in assenza di pentimento da parte di apostati o eretici. «A patto che il diretto interessato non abbia espresso parere contrario in punto di morte. Ma nel dubbio la funzione non si nega a nessuno».Dopo l'annuncio del legale di Priebke, ieri mattina, è arrivato il divieto del questore di Roma, FuDella Rocca, d'intesa col prefetto Pecoraro, per «qualsiasi forma di celebrazione in forma solenne o pubblica». Sull'argomento il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha aggiunto che potrebbe dare il permesso per un rito «strettamente privato» ma non nel centro della Capitale, perché Roma è una città antifascista che ha molto sofferto». Il sindaco si è detto nettamente contrario alla sepoltura di Priebke a Roma, decisione che troverebbe anche l’appoggio del prefetto Pecoraro.

LA SEPOLTURA
Nel frattempo il legale di Priebke ha informato che l'ex criminale nazista sarà sepolto in Argentina accanto alla moglie, a San Carlo de Bariloche. Resta da vedere cosa farà il governo argentino che nel frattempo ha reso noto che non permetterà l'ingresso delle spoglie di Priebke in territorio argentino. «Il Vicariato si rimangerà quello che ha detto – afferma l'avvocato Giachini - Il diritto al culto è per tutti. Il funerale ci sarà e sarà a Roma. Al momento manca ancora una data ma semplicemente per un fatto burocratico perché non è ancora stata accertata la causa del decesso». Priebke non ha ricevuto l’estrema unzione. «Non si è fatto in tempo ma nelle prossime ore ci sarà la benedizione della salma». Il legale spiega che Priebke aveva «due sacerdoti confessori». Uno di questi, don Curzio Nitoglia, sul cui blog raccoglie scritti e tesi assai critiche nei confronti degli ebrei.
di Franca Giansoldati per http://www.ilmessaggero.it/primopiano

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