venerdì 11 ottobre 2013

MUORE A 38 ANNI PER PALLONCINO NELLO STOMACO PER DIMAGRIRE

Un corpo in cui non si rispecchiava per nulla. Un problema di obesità contro cui combatteva da anni. Così la decisione di intervenire chirurgicamente. Ma dopo quell’operazione sono cominciati i problemi di salute che non hanno dato scampo ad un giovane barista. Era obeso, ed è morto in seguito a complicazioni insorte dopo la riduzione dello stomaco con la tecnica del ''palloncino''. Francesco Paolo Salvato, 38 anni, è morto ieri nell'ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. Un giallo su cui i familiari chiedono alla procura della Repubblica di Torre Annunziata di vederci chiaro. L’agonia degli ultimi giorni di Paolo, 38 enne residente al rione Spiaggia, è tutta nella denuncia che la madre e la sorella hanno presentato al commissariato di polizia. «Due mesi fa Paolo aveva effettuato l’intervento per la riduzione dello stomaco con la tecnica del palloncino - ha spiegato l’avvocato Gennaro Bartolino che assiste la famiglia Salvato affiancando le due donne anche in commissariato –. L’operazione in una struttura specializzata di Roma, ma Paolo dopo poco aveva riscontrato dei malesseri. Vomito e dolori di stomaco lo avevano riportato a Roma per asportare il palloncino dallo stomaco in day hospital». L'inchiesta della Asl Na3 parla di ''sospetta encefalopatia di Wernicke'', insorta probabilmente dopo l' operazione in una clinica per la rimozione del ''palloncino'', consigliatagli dai medici del San Leonardo dove era stato ricoverato il 10 settembre. Nel maggio 2013 Salvato - scrive la Asl Na 3 - ''per un' obesità patologica è stato sottoposto ad un intervento di inserzione di palloncino gastrico (Bip) presso altra struttura. Da giugno sono iniziati gravi malesseri''. Il 10 settembre il 38 enne si era recato al pronto soccorso del ''San Leonardo'', dove era stato sottoposto a diversi esami e gli era stato consigliato il ricovero, da lui rifiutato. I medici gli avevano raccomandato la rimozione del palloncino, poi effettuata nella clinica dove era stato impiantato. Ma il malessere continuava e Salvato era tornato il 24 settembre al pronto soccorso del ''San Leonardo''. I medici lo avevano ricoverato in medicina d'urgenza, dove gli erano stati praticati ''ulteriori ed approfonditi esami''. ''La consulenza neurologica - afferma la relazione dell' Asl Na 3 - ha evidenziato un sospetto di Encefalopatia di Wernicke, caratterizzata da disturbo oculomotorio e paralisi dei movimenti, e dovuta a una carenza nutrizionale, e più specificamente a un deficit di tiamina'. Salvato è stato trasferito nel reparto di neurologia, dove - afferma la Asl 3 - ''sono iniziate le terapie del caso e gli sono stati praticati altri esami''. Ma ieri mattina, alle 8.30, il paziente è stato colto da malore con sudorazione e bradicardia. Nonostante i tentativi di rianimarlo alle 9,15 è morto. Il direttore generale della Asl 3 Maurizio D' Amora ha assicurato la collaborazione della struttura con la magistratura ed ha espresso il proprio cordoglio alla famiglia. Sul versante giudiziario gli inquirenti in queste ore stanno rintracciando tutti i medici che hanno curato il 38 per accertare eventuali responsabilità, ma al momento nessuno risulta indagato e l'esame autoptico sul corpo del giovane sarebbe in programma per lunedì. Dispiacere e lacrime invece per i suoi amici che lo ricordano come 'il più generoso' ed il più buono. Lacrime e canzoni anche dai suoi colleghi del fan club di Mietta. Sul social network Salvato postava solo fotografie e video della cantante Mietta, della quale era uno sfrenato fan. La cantante si è commossa alla notizia della scomparsa di Francesco Paolo e dalla sua pagina ufficiale di Facebook ha voluto partecipare al dolore della famiglia: "Francesco Paolo un angelo che abbraccio con amore". Un post quello di Mietta a cui hanno partecipato 200 fan da tutta Italia.

Nessun commento:

Posta un commento