martedì 22 ottobre 2013

MORTO SENEGALESE USTIONATO IN UN CASOLARE A CAMPOBELLO. LA "RABBIA" DELLE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO

E’ morto Ousmane Diallo, il ventisei enne senegalese ricoverato dal 5 ottobre all’ospedale Civico di Palermo per le gravissime ustioni provocate da un fornello da campo esploso tra le sue mani, mentre alle 5,30 del mattino era intento a prepararsi una calda pietanza in un casolare rurale, in contrada Corsale, lungo la strada provinciale tra Triscina e Campobello di Mazara. Il decesso risale a domenica scorsa, ma oggi scatta la protesta delle associazioni di volontariato. “E’ morto per guadagnare pochi euro al giorno, come altre migliaia di persone che ogni giorno rischiano la vita per sopravvivere in questo Paese lavorando”, dicono Cobas Palermo, Osservatorio Noureddine Adnane, Laici Comboniani, Laboratorio Zeta, Ciss, Pietro Milazzo Cgil Sicilia, Salesiani Santa Chiara. Associazioni e sindacati denunciano “le ignobili condizioni di vita dei lavoratori africani a Campobello di Mazara per la raccolta delle olive, accampati in un ghetto invivibile. Più di 25.000 donne e uomini migranti lavorano nell’agricoltura siciliana – dicono -, permettendo a questo settore della nostra economia di reggersi in piedi anche in tempo di crisi. Le loro condizioni di sfruttamento sono pero’ inaccettabili e troppo spesso, dietro la frutta e la verdura che consumiamo, si nascondono storie di violenza e di morte, di violazione dei diritti fondamentali, di esistenze condotte in condizioni disumane e degradanti. Anche queste morti ci appartengono, anche questo è ‘sangue nostrum’ – concludono -, perché le forme di neo schiavismo cui assistiamo sono permesse dalla legge Bossi-Fini, che produce "clandestinità" e riduce i lavoratori a non-persone senza diritti, che non possono alzare la testa per il rischio di venire detenuti ed espulsi. Chiediamo che si prendano finalmente adeguate misure contro lo sfruttamento dei migranti e per il rispetto dei diritti umani inviolabili, a cominciare dall’abrogazione delle leggi vigenti in materia di immigrazione”.

Nessun commento:

Posta un commento