martedì 15 ottobre 2013

LA PACIFICA PROTESTA DEI MIGRANTI A CASTELVETRANO HA GIÀ DATO I PRIMI RISULTATI

Una decina di migranti, che ieri hanno fatto parte del gruppetto partito in corteo dalla “Locanda dei locandieri”, il centro di accoglienza gestito dalla cooperativa “Insieme”, per giungere a Piazza San Giovanni a
Castelvetrano e protestare pacificamente, hanno lasciato alle 18.30 il Commissariato di Pubblica Sicurezza di Castelvetrano, giunti questa mattina, per l'identificazione. 
Il gruppo di circa trenta manifestanti che ieri ha pacificamente protestato per avere riconosciuti i propri diritti, era formato da una rappresentanza di quei migranti, provenienti in maggioranza da Pakistan e Nigeria, che avevano partecipato un paio di mesi fa ai progetti, che saranno finanziati dal Ministero dell'Interno, “Spiagge a colori” e “Piazze a colori”, che ha impiegato 30 immigrati per la pulizia delle spiagge delle frazioni balneari e degli spazi verdi della città, e da una decina di migranti che, non c’entrano nulla con gli ultimi sbarchi, ancora dovevano essere identificati. Vengono da vari Paesi: Sudan, Nigeria, Pakistan, Etiopia, Senegal. E alloggiano da circa 4 mesi al centro di accoglienza di Selinunte, ospiti della cooperativa “Insieme”. 
I responsabili della struttura hanno riferito che non erano a conoscenza dell’iniziativa e che ne sono venuti a conoscenza solo quando il corteo è arrivato a Castelvetrano, seguito da Carabinieri e Polizia Municipale, per limitare i disagi alla circolazione stradale. In piazza San Giovanni hanno avuto il supporto della Polizia locale e della Protezione Civile nei volontari dell'Associazione "Angeli per la Vita". Sui cartelli, fatti con mezzi di fortuna, che tengono in mano si legge: “We are in darkness” (Noi siamo nell’oscurità). Avvicinandoli ci spiegano il perché della loro presenza in piazza. Si sentono abbandonati a se stessi. Uno di loro ci spiega che per il lavoro fatto nel mese di agosto i soldi non sono ancora arrivati e che comincia a scarseggiare anche il cibo e il vestiario. 
Lamentano che dopo oltre tre mesi, nonostante il loro gruppo sia stato identificato avendo richiesto asilo politico, il visto non sia ancora arrivato. Chiedono anche di poter frequentare una scuola, e comunque di poter vivere dignitosamente. La pacifica protesta di ieri almeno è servita oggi a fare identificare l'altro gruppetto che ieri lamentava che, cosa ancor più grave, nonostante non siano rinchiusi dietro le grate, si sentono come fossero in prigione. Il percorrere oltre dieci chilometri da Selinunte a Castelvetrano è stato fatto solo per farsi notare, per far sapere che esistono anche loro. Che senza documenti non possono fare niente e che si sentono abbandonati nell'oscurità più assoluta.


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