sabato 12 ottobre 2013

LA GIORNATA DI SABATO CONTA QUATTRO MILITARI ITALIANI MORTI. DUE PER INCIDENTE SULL'AURELIA, UNO IN KOSOVO E UNO A ROMA

Un sabato per l'esercito italiano che conta un bilancio di quattro militari morti. La giornata è iniziata con due
para' morti, altri cinque feriti, dei quali uno in gravissime condizioni, nel tragico scontro tra un furgone Fiat Ducato militare e un camion. Le vittime, originarie di Milano e Barletta, sono Fabio Grandene, 20 anni e Giuseppe Luca Rizzi di 21. L’incidente è accaduto sull’Aurelia davanti alla base militare americana di Camp Darby. Ancora da accertare la dinamica dell'incidente. Forse un sorpasso che ha fatto sbandare il Ducato che procedeva da Livorno a Pisa. Due militari sono stati sbalzati fuori dal mezzo e sono morti sul colpo, gli altri cinque sono rimasto incastrati nelle lamiere del Ducato e sono stati soccorso dai vigili del fuoco di Livorno e dalle ambulanza della Società volontaria di soccorso. Sotto shock due bambini che con i genitori a bordo di un’auto si trovavano dietro la camionetta dei paracadutisti al momento dell’incidente. Un carabinieri li ha abbracciati cercando di tranquillizzarli. Terribile lo scenario che si è presentato ai primi soccorritori.
Accanto alle due vittime sbalzate sull’asfalto c’erano rottami ovunque e dalla camionetta si sentivano le grida di dolore dei cinque militari feriti, tra cui due donne. Le ambulanze li hanno trasportati all’ospedale Cisanello di Pisa, insieme all’autista del camion, dove sono ricoverati. I militari della Folgore stavano tornando al Capar, centro di addestramento di Pisa, dopo aver effettuato un turno di vigilanza alla caserma Lustrissimi di Livorno. Mentre le cause dei decessi degli altri due militari, uno in Kosovo ed uno a Roma, sono ancora da accertare. Quasi sicuramente un malore. "Nella tarda mattinata di oggi all’interno della base che ospita il Quartier generale della Kosovo Force - Kfor a Pristina è stato rinvenuto privo di vita un sottufficiale dell’Esercito italiano". Lo comunica una nota della missione Nato in Kosovo, Kfor, di cui è parte anche il contingente italiano. "Sono in corso - aggiunge il comunicato - gli accertamenti da parte delle autorità preposte per stabilire la causa del decesso. Il militare non era coniugato e i suoi famigliari sono stati avvisati". Ancora buio pesto sulle cause della morte del maresciallo di origini toscane.
Contemporaneamente al comunicato del Kfor a Roma erano in corso gli accertamenti per determinare le cause del decesso di Mirko Capriotti, 2° Capo Fcm, 35 enne, morto per malore, il cui corpo è stato ritrovato nella caserma Paolucci. Anche in questa circostanza i familiari sono stati informati.

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