venerdì 11 ottobre 2013

INCIDENTE SUL LAVORO A CUSTONACI. VITTIMA, TRAVOLTA DA LASTRA DI MARMO, DECEDUTA DOPO 2 GIORNI DI AGONIA

Un operaio è deceduto la notte scorsa nell’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani, per le gravi ferite
riportate in un incidente sul lavoro verificatosi due giorni fa in una cava di marmo di Custonaci. Si tratta di 
Francesco Cardella, di 47 anni, dipendente della "Santoro Marmi", travolto mercoledì da una lastra di marmo che gli ha tranciato una gamba e provocato gravi lesioni interne. Sono ancora in corso di accertamento le cause che hanno provocato il fatale incidente. L'azienda nella sua pagina Facebook ha scritto: La Santoro Marmi è chiusa per lutto". Nel 2008 furono due le morti bianche per incidenti sul lavoro verificatisi in cave di marmo sempre a Custonaci, nelle vicinanze di Monte Cofano. Il pomeriggio del 23 gennaio di quell'anno, nel corso di un grave incidente sul lavoro all’interno di una cava di marmo a Custonaci, un operaio era morto ed un altro era rimasto ferito. A perdere la vita allora era stato un ragazzo di 33 anni, Antonino Scalia. Secondo una ricostruzione, effettuata dai carabinieri che avevano condotto le indagini, i due operai stavano tagliando un blocco di marmo che improvvisamente si è spostato schiacciando Scalia. L’altro operaio che lavorava con lui, Salvatore Scaduto, 25 anni, era stato trasportato in ospedale a Trapani, dove i medici lo avevano giudicato guaribile in 30 giorni. Poi il 17 aprile, sempre, del 2008, a perdere la vita era stato un giovane romeno, Craiu Vasile di 23 anni. L'incidente si era verificato all'interno della cava di pietra della società "Crema Italia", nei pressi di monte Cofano. In quella tragedia, l'operaio, utilizzando una scala, era salito sulla cima di un blocco di marmo, del peso di circa un paio di tonnellate, ma improvvisamente il blocco si era sgretolato. Il romeno è precipitato a terra rimanendo schiacciato da un grosso frammento. Per estrarre il corpo all'epoca erano dovuti intervenire i vigili del fuoco del comando provinciale di Trapani che, impiegando un mezzo cingolato, avevano imbragato il masso per spostarlo. Allora la vittima non venne trasportata in ospedale perché morta sul colpo. Dopo quei due incidenti, nell'aprile 2008, le segreterie provinciali della Fillea - Cgil, della Filca - Cisl e della Feneal - Uil esprimendo solidarietà alle famiglie delle vittime avevano denunciato i rischi del comparto marmifero precisando che: "In un settore esposto a rischi così elevati incrementare i controlli dovrebbe essere una priorità ma il reiterarsi di incidenti sul lavoro - avevano precisato - fanno desumere che la prevenzione si eserciti più a parole che nei fatti. Le segreterie provinciali dei sindacati confederali di categoria evidenziano, ancora una volta, l'urgenza di promuovere, insieme alle Istituzioni e ai soggetti più rappresentativi del comparto marmifero, strategie volte a tutelare il lavoro attraverso il rispetto dei contratti, della qualità del lavoro, della salute e della sicurezza dei lavoratori all'interno di cave e segherie". Oggi 11 ottobre 2013 l'ennesima vittima di un incidente sul lavoro nel comparto marmifero.
Irene Cimino per

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