sabato 19 ottobre 2013

GRECIA. BIMBA BIONDA DI 4 ANNI IN CAMPO ROM, POLIZIA GRECA SOSPETTA RAPIMENTO, MA NON E' L'UNICA, SU ALTRI 14 MINORI CONTROLLI DNA

E se il 18 ottobre 2004 in Italia si fossero mossi come adesso in Grecia?
Denise Pipitone o un'altra bimba avrebbe potuto riabbracciare la propria mamma.

La polizia greca ha aperto un'inchiesta dopo aver trovato una bimba di 4 anni in un campo nomadi a Farsala, nella regione della Tessaglia sud orientale in Grecia, a 280 km a Nord di Atene. La polizia che mercoledì scorso stava effettuando una perquisizione nel campo rom, per presunte detenzione di armi, si è insospettita vedendo la piccola dai tratti nordici nell'insediamento. Le forze dell’ordine hanno subito aperto un’indagine sul caso per sospetto rapimento o per traffico di esseri umani in quanto gli agenti sospettano che la bimba, bionda e con gli occhi azzurri e senza alcuna somiglianza con la coppia che affermava di essere i suoi genitori. "I tratti della bambina suggeriscono che potrebbe provenire da una nazione dell’est o del nord Europa", ha spiegato il capo della polizia regionale, Panayiotis Tzavaras. Ad insospettire ulteriormente la polizia greca il fatto che la presunta madre 40 enne abbia due diversi documenti di identità e due stati di famiglia da cui risulterebbe aver concepito sei bambini in meno di 10 mesi. Di sicuro il test del Dna ha accertato che la piccola non discende dai due rom, che sono stati arrestati con l’accusa di sequestro di minore. Questi hanno sostenuto varie tesi, tra cui quella di aver trovato la bambina avvolta in un lenzuolo, che il padre della piccola era straniero, o che degli estranei l’avevano dato loro in affido. Inoltre, risultano altri 14 bambini, di cui solo tre minori appartenenti alla coppia. Anche in questo caso ci sono delle anomalie in quanto il numero registrato dei bambini risulta diverso in tre differenti parti della Grecia. Su di loro saranno effettuati altri accertamenti e il test del Dna per ulteriori verifiche sulla vicenda. "Siamo shoccati da quanto sia facile registrare bambini come propri figli. C’è da investigare più a fondo, in quel campo c’erano altri bambini. Credo che la polizia rivelerà che non è toccato solo a questa bambina", ha commentato il responsabile dell’associazione Costas Giannopoulos. La piccola intanto è stata affidata ad una casa accoglienza, l'associazione caritativa, “The Smile of the Child” (Il sorriso del bambino). Gli inquirenti hanno diramato la fotografia della bambina tramite l’interpol nella speranza che qualcuno li aiuti ad identificarla: "fino ad oggi non abbiamo ricevuto nessuna segnalazione di scomparsa di una bambina di questa età in Grecia", ha dichiarato Vassilis Halatsis, il direttore del reparto regionale dalla polizia in Tessaglia. "La bambina potrebbe essere stata rapita in un ospedale oppure - ha poi aggiunto Halatsis - potrebbe essere stata abbandonata da una madre single". 
Forse se quando a Milano quel 18 Ottobre 2004, un mese e mezzo dopo il rapimento di Denise Pipitone, si fossero mobilitati sulla bambina avvistata da una guardia giurata milanese, magari non si trattava della piccola rapita a Mazara, ma un'altra mamma avrebbe potuto riabbracciare la propria figlia. Allora quella guardia giurata riprese con il suo cellulare delle immagini che hanno sempre lasciato molti dubbi anche se si disse che non mostravano la bambina di Piera Maggio. Felice Grieco non esitò quel giorno e chiamò subito la polizia, cercando di dimostrare che quella fosse Denise. Ecco cosa raccontava in aula l’uomo, ascoltato come teste: "Sapevo del sequestro di Denise Pipitone dal programma televisivo "Chi l’ha visto?" e in tv avevo visto la sua foto. Il 18 ottobre 2004 ero in servizio davanti la banca Mps in via Ettore Ponti. C’erano zingari che suonavano la fisarmonica e disturbavano. Tre adulti, un uomo e due donne, e due bambini, un maschio e una femmina. Avevo chiesto - prosegue la guardia giurata - al 113 l’autorizzazione a trattenere la piccola che mi sembrava somigliare a Denise, ma mi fu negata. Se fossi stato certo, comunque, che si trattava di quella scomparsa, l’avrei sicuramente bloccata". Queste le sue parole e il suo racconto continua: "Accompagnai il bambino che suonava dietro l’angolo e qui c’era una bambina seduta a terra che chiedeva l’elemosina. Le chiesi se voleva qualcosa da mangiare, lei mi rispose: ‘la pizza’. Vidi che aveva un segno sulla guancia, non so se era sporco o una piccola cicatrice sotto l’occhio". Poi Grieco conclude la sua testimonianza spiegando che ancor prima che la Polizia arrivasse gli zingari si accorsero che in lui c’era qualche sospetto e andarono subito via. Una volta arrivati gli agenti, non c’era più nessuno. Forse, però, da quelle parti non c'erano come in Grecia campi nomadi da ispezionare.

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