sabato 19 ottobre 2013

EQUITALIA DA' IL "BEN TORNATO" A MARADONA, INTIMANDOGLI UN PAGAMENTO DI 39 MLN DI EURO

Equitalia ha notificato a Diego Armando Maradona, ieri mattina a Milano, un avviso di intimazione per 39 milioni di euro. Sembra interminabile la tormentata disputa fiscale di Diego Armando Maradona con il fisco italiano. A el Pibe de Oro (Il Ragazzo d'Oro) è stato notificato l'ennesimo atto di riscossione. Quando si dice: "Il buongiorno si vede dal mattino". Ed Equitalia sa come farti iniziare bene la giornata. Questa volta si tratta di un Avviso di mora con cui Equitalia ha sollecitato Maradona a pagare l'esorbitante cifra di 39 milioni di euro, conseguente principalmente agli interessi maturati ed alle sanzioni applicate ad un avviso di accertamento notificato anni addietro, quando il campione argentino militava nel Napoli. L'avviso, spiegano fonti di Equitalia, è un atto che serve a poter pignorare eventuali compensi che il calciatore dovesse percepire durante la sua presenza in Italia. "Nessun accanimento! - spiegano fonti di Equitalia - Gli avvisi di mora sono il titolo per poter procedere ai pignoramenti e hanno validità di 180 giorni - spiegano le stesse fonti -. Per questo motivo, una volta scaduti i termini, è necessario notificarli nuovamente al debitore". 
Sull'argomento è intervenuto il fiscalista Silvio Ceci: "Al di là della discutibilità della vicenda, su cui ho avuto modo già di esprimermi in passato, denunciando l'uso strumentale di personaggi pubblici per 'fare lezioni' alla collettività, ritengo che questo ultimo passo dell'erario italiano si traduca, in realtà, in una nuova opportunità per Diego. Infatti, anche l'avviso di mora rientra tra gli atti che, per legge, sono impugnabili dinanzi al Giudice tributario. Ora, considerando che nell'atto notificato a Milano dagli agenti della riscossione viene sollecitato il pagamento dell'intero presunto debito di Maradona con il fisco italiano, se Diego impugnasse l'avviso di mora, potrebbe non solo contestare i vizi dell'avviso, ma anche riproporre le 'antiche' questioni già sollevate nei giudizi avviati in precedenza, e, cosi, rimettere in discussione l'intera sua vicenda. La difesa di Maradona - ha proseguito Ceci - coglierà questa opportunità. L'avvocato Angelo Pisani è già a lavoro, proverà a mettere chiarezza in una storia dove hanno giocato un forte ruolo i pregiudizi verso Diego e senza dubbio anche la scarsa obiettività ed imparzialità dei giudici tributari che, purtroppo, come accade molto spesso, soprattutto per storture della giustizia tributaria, tendono ad esaminare i casi sottoposti alla loro attenzione con ingiustificato riguardo verso l'erario, in violazione dell'art. 111 della Costituzione che stabilisce il principio di imparzialità del giudice". Intanto Equitalia, entro questi sei mesi, può avviare le azioni di recupero, per esempio il pignoramento delle somme a titolo di compensi per partecipazioni televisive, sponsorizzazioni ecc... "Quella di Equitalia - sostiene l'avvocato Pisani - è l'ennesima azione spot e temeraria di una pretesa infondata e già dichiarata proprio nel merito nulla ed inesistente dai giudici nel 1992, perchè l'indagine dell'Agenzia delle entrate del 1989, alla base della presunta cartella milionaria, è stata dichiarata infondata per tutti i coobbligati Ferlaino, Careca e Alemao. E' strano questo Fisco ad orologeria, e che Equitalia sia così solerte da fare un comunicato stampa solo ogni qualvolta si parla di Maradona, invece di trattare tutti i contribuenti in maniera uguale e distinguere i veri evasori dai contribuenti perseguitati".

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