lunedì 28 ottobre 2013

EMERGENZA MIGRANTI NEL TRAPANESE. ALLE LORO PROTESTE ANCHE L'INDIGNAZIONE DEL VESCOVO MOGAVERO

Ieri mattina, Monsignor Domenico Mogavero, vescovo della Diocesi di Mazara del Vallo, ha fatto una visita
alla tenda pneumatica che da sabato pomeriggio ospita il presidio medico sanitario della Croce Rossa nei pressi dell’accampamento di tende in contrada Erbe Bianche a Campobello di Mazara, dove sono stazionati 500 migranti sub sahariani. Si tratta dello stesso luogo dove era accampato il giovane senegalese, Ousmane Diallo, il ventisei enne ricoverato dal 5 ottobre all’ospedale Civico di Palermo e morto per le gravissime ustioni provocate da un fornello da campo esploso tra le sue mani. Il vescovo della questione ha già parlato con il prefetto di Trapani, Leopoldo Falco. "L’accampamento? E' peggio di una bidonville, è una realtà dove il livello di vita è subumano ed è un offesa non per loro, è un'offesa per noi. Non possiamo consentire – aggiunge il vescovo – che in un Paese civile, con una tradizione umanitaria e religiosa, possano succedere queste cose". Monsignor Mogavero loda comunque l'iniziativa partita da volontari, associazioni e Croce rossa. Alla tenda il vescovo ha incontrato quattro sorelle della Croce Rossa, componenti dell'Agesci e volontari del movimento "Campobello Comune Virtuoso", oltre che un gruppo di migranti. "Ben vengano queste iniziative - precisa il vescovo - perché risvegliano la parte migliore della nostra coscienza popolare, delle nostre tradizioni culturali, di solidarietà, di accoglienza e di soccorso a chi ha bisogno del nostro aiuto". A Campobello è già attivo da alcune settimane un coordinamento di associazioni e volontari, dove collabora anche la Caritas cittadina. "Quello che qui vedo è l’assunzione di un protagonismo civile e civico da parte della gente, che di fronte ad un problema umanitario - sottolinea Mogavero - non reagisce in maniera istintiva dando sfogo al mal di pancia, ma s'immedesima. Lì dove può fare qualcosa, sollecita le istituzioni perché vengano appresso alla buona volontà ed alla generosità della gente". Il Vescovo ha anche dato l'ok alla Fondazione San Vito Onlus di Mazara del Vallo, per la concessione gratuita della tenda, ed un privato cittadino ha messo a disposizione il recinto della proprietà privata, fornendo anche luce e acqua. Già associazioni e sindacati nei giorni scorsi hanno denunciato "le ignobili condizioni di vita dei lavoratori africani a Campobello di Mazara per la raccolta delle olive, accampati in un ghetto invivibile". Intanto, oggi, una trentina di richiedenti asilo del centro di accoglienza della frazione di Bonagia, a Valderice, hanno bloccato per protesta la strada provinciale 20. Chiedono lo snellimento delle pratiche per il riconoscimento dello status di rifugiato e denunciano scarsa qualità del cibo e di altri servizi. Sul posto sono intervenuti polizia e carabinieri e la protesta è presto rientrata. Si tratta della terza manifestazione del genere in pochi giorni. La settimana scorsa anche gli ospiti del Centro richiedenti asilo di Salingrande e del Centro di accoglienza di Selinunte avevano inscenato un'analoga protesta. Sui cartelli, fatti con mezzi di fortuna, c'era scritto: “We are in darkness” (Noi siamo nell’oscurità).
di Irene Cimino per

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