giovedì 17 ottobre 2013

'DATEMI DIECIMILA EURO' PERCHÉ VITTIMA DI ESTORSIONE, MA I CARABINIERI SMASCHERANO LA FARSA E LO ARRESTANO

Giovanni Badano, quarantuno anni, di Castellammare del Golfo, è stato arrestato dai carabinieri ad Alcamo, con le accuse di sequestro di persona, tentata estorsione e simulazione di reato. Avrebbe tentato di estorcere denaro ad un imprenditore sequestrandogli la figlia. Il provvedimento è stato disposto, su richiesta del sostituto procuratore Franco Belvisi, dal giudice per le udienze preliminari di Trapani, Lucia Fontana. I fatti risalgono allo scorso luglio. La vicenda, sin dall'origine, è apparsa molto strana agli occhi degli inquirenti, riscontrandone una serie di incongruenze. Badamo, nella tarda mattinata dello scorso 12 luglio, si era presentato presso la caserma dei Carabinieri di Alcamo per denunciare che da alcune settimane due individui lo seguivano e lo minacciavano di morte e di compiere altre ritorsioni nei confronti della propria famiglia, nel caso non avesse assecondato le loro richieste. L'uomo aveva riferito agli inquirenti che i due soggetti, con accento palermitano, gli avevano detto di farsi consegnare 10.000 euro in contanti dal titolare dell'impresa dove lavorava la propria moglie, pena una ritorsione nei confronti dei suoi figli. Badamo quindi, senza dire nulla alla propria consorte, aveva deciso di contattare la figlia del datore di lavoro della moglie, di una nota azienda di Castellammare del Golfo, dove lo stesso era impiegato. Dopo essere riuscito a convincere la figlia dell'imprenditore a seguirlo nella propria abitazione la minacciata per farsi consegnare il denaro dal suo datore di lavoro. Al fine di giustificarsi, Badano avrebbe detto alla ragazza di essere vittima di un'estorsione e che era costretto a comportarsi in tal modo per non subire ritorsioni e salvare i propri cari. Dopo una decina di minuti, Badano, convinto che la giovane gli avrebbe consegnato i soldi, le avevo permesso di allontanarsi. La ragazza scossa si è invece recata dal padre ed insieme si sono rivolti ai carabinieri. Nel frattempo, tuttavia, Badamo, che si era reso conto che la storia di essere stato vittima di ricatto non era credibile, era andato anche lui in caserma per cercare di sviare gli inquirenti, denunciando la presunta estorsione patita dallo stesso. L’uomo, sentito dai militari, aveva ricostruito una serie di episodi ricchi di particolari che, però, agli occhi degli inquirenti, erano subito sembrati anomali, comunque, trovandosi dinanzi ad una denuncia molto grave, avevano immediatamente avviato le indagini per verificare e riscontrare il racconto, molto pittoresco. Tra i vari fatti narrati, quello che più aveva colpito gli investigatori, era quello relativo ad un avvicinamento che Badamo aveva subito da i due ignoti soggetti, con accento palermitano, in pieno giorno, lungo la strada statale 187, poco prima del Belvedere di Castellammare. In quell'occasione, stando al suo racconto, una vettura di grossa cilindrata di colore grigio, dopo averlo superato a gran velocità, gli sbarrava la strada ponendosi di traverso sulla carreggiata e minacciando la vita dei suoi familiari se non gli avesse procurato il danaro chiesto. Raccolte le due versioni dei fatti, i militari dell’Arma, dopo un'attenta analisi, hanno interrogato Badamo per diverse ore. In seguito alle numerose contraddizioni e discrepanze emerse, nonché le contestazioni formulategli, estorsore ha ammesso di essersi inventato tutta la storia al fine di tentare di precostituirsi un alibi, per giustificare il proprio gesto. Badamo è stato sottoposto da un'apposita ordinanza di custodia cautelare in regime di arresti domiciliari.
di Irene Cimino per

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