venerdì 18 ottobre 2013

CONDANNA DEFINITIVA PER MESSINA DENARO. LA SUA CITTÀ NATALE DEFINITA PRIMA COMUNITÀ D'ITALIA PER SEGNO TANGIBILE A MEMORIA DEL PREFETTO MANGANELLI

Confermata in via definitiva con una pronuncia della Quinta Sezione penale della Suprema Corte la
condanna, emesse dalla Corte d'Appello di Palermo, il 4 luglio dello scorso anno, per i due castelvetranesi Giuseppe Grigoli, attualmente detenuto, e Matteo Messina Denaro, da venti anni latitante. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dall'avvocato d'ufficio del padrino di cosa nostra. La pronuncia si riferisce alla condanna a 20 anni di carcere, inferta a Matteo Messina Denaro, estesi a trentanni per effetto della continuazione, per associazione mafiosa, e a quella, emessa nell'ambito dello stesso procedimento, a 12 anni per Giuseppe Grigoli, ex gestore dei supermercati Despar in Sicilia occidentale, indicato dagli inquirenti come uomo di fiducia e prestanome del boss di Castelvetrano. Entrambi i castelvetranesi erano stati condannati in primo grado dal tribunale di Marsala che aveva disposto il sequestro dei beni a Grigoli, avvenuto il 18 novembre 2008. Beni il cui valore complessivo è stato stimato in 700 milioni di euro, confiscati lo scorso 24 settembre dalla Direzione investigativa antimafia.
Una nuova condanna definitiva si aggiunge al cumulo del boss latitante, Matteo Messina Denaro, quando nella sua città natale, viene intitolato un viale dedicato al Prefetto Antonio Manganelli, capo della polizia, scomparso il 20 marzo scorso. Erano presenti il Prefetto di Trapani, Leopoldo Falco, il Questore di Trapani, Carmine Esposito, deputati regionali e autorità civili e militari della città. 
Era stato invitato alla cerimonia anche il nuovo Capo della Polizia, il Prefetto Alessandro Pansa, che impegni professionali l'hanno trattenuto a Roma, ma che è voluto essere presente con una missiva inviata al Sindaco di Castelvetrano, nella quale si legge: "Nel formulare fervidi auguri per la piena riuscita dell’evento, desidero esternare i sensi della mia gratitudine e di tutta la Polizia di Stato, per la lodevole iniziativa di questa Amministrazione Comunale". 
La signora Adriana Piancastelli, vedova del prefetto Manganelli, ha inviato una lettera piena di affetto e stima, ringraziando "la comunità castelvetranese che, prima in Italia, ha voluto realizzare un segno tangibile di stima ed apprezzamento nei confronti di Antonio che da lassù ci sta accompagnando con un grande sorriso". Prima di procedere alla scopertura della targa ed alla liberazione di un gruppo di colombe bianche, simbolo di purezza, il primo cittadino di Castelvetrano, Felice Errante, ha preso la parola spiegando il perché dell'intitolazione al Prefetto Manganelli. "Oggi è una giornata importante per la nostra città che inaugura una strada - ha dichiarato - che sarà ad imperituro ricordo di un nostro concittadino onorario, il Dr. Antonio Manganelli che poco più di un anno fa avevamo avuto l’onore ed il piacere di ospitare in occasione dell’inaugurazione del nuovo Commissariato di Polizia, sorto su un terreno confiscato alla mafia. Poco fa, il Prefetto - ha sottolineato il Sindaco - ha usato una simpatica similitudine sul fatto che abbiamo scelto non una strada piena di curve, ma una bella dritta. Ma noi quella strada dritta - conclude Errante - l’abbiamo imboccata da tanti anni e la nostra comunità ha scelto di vivere nel solco della legalità e continuerà a farlo". Dove una volta è nata e ha preso piede la mafia, oggi sempre più affiora la legalità e lo Stato, smantellando tassello dopo tassello ogni possibile legame con un mondo che a Castelvetrano non è mai appartenuto.

Nessun commento:

Posta un commento