mercoledì 23 ottobre 2013

12 BORGHI RURALI SICILIANI DEGLI ANNI 40 IN VENDITA. ALL'ARS PASSA ALL'UNANIMITÀ LA MOZIONE DI NELLO MUSUMECI

Sono in totale dodici sparsi per le province siciliane i borghi rurali degli anni Quaranta appartenenti al demanio regionale che saranno venduti ai privati. Lo ha stabilito l’Ars approvando all’unanimità la mozione del 15 marzo scorso di cui è primo firmatario il deputato Nello Musumeci. Spetterà al governo regionale, che ha già espresso parere favorevole, adottare le conseguenti iniziative nei confronti dei borghi interessanti, ossia quelli non rientranti negli interventi di riqualificazione adottati dalla Regione attraverso l’Esa. Le aree dovranno essere destinate ad attività turistico-ricettiva e mantenersi inalterate in termini di cubatura. “Il recupero dei Borghi rurali, per la loro specificità e inalterata integrità architettonica, – si legge nella mozione - restituirebbe alla comunità siciliana una preziosa testimonianza di civiltà contadina e di architettura rurale e valorizzerebbe un impareggiabile patrimonio infrastrutturale da utilizzare per la promozione dello sviluppo turistico compatibile, in aree solitamente depresse dell’entroterra isolano”. Nella mozione, i parlamentare del Gruppo Lista Musumeci hanno chiesto al Governo della Regione di procedere al recupero dei dodici borghi rurali appartenenti al Demanio regionale e al loro riutilizzo compatibile, provvedendo il finanziamento del progetto pilota “Via dei Borghi” ( clicca per visionare) tramite l’adozione di una multi-misura sui fondi strutturali comunitari, o dotando l’assessorato delle Risorse Agricole ed Alimentari dei fondi necessari per la realizzazione di tutti gli interventi di interesse pubblico. L’iniziativa, portata avanti con il coinvolgimento diretto, tramite accordi di programma stipulati con i Comuni interessati, riguarda i borghi rurali, in stato di abbandono. Ecco quali sono: Gaetano Schirò (Palermo), Bruca (Trapani), Pietro Lupo (Catania), Schisina (Messina), Portella della Croce (Palermo), Baccarato (Enna), Vicaretto (Palermo), San Giovanni (Messina), Petilia (Caltanissetta), Domenico Borzellino (Palermo), Salvatore Giuliano (Messina) e Antonino Bonsignore (Agrigento). L’iniziativa è volta a salvaguardare alcuni di questi borghi con interventi strutturali, promuovendo "un disegno organico complessivo che rimodula il rapporto tra gli antichi centri e le aree vicine e propone nuove funzioni di servizio e di promozione che si collegano in maniera più pertinente alla profonda trasformazione dei territori rurali e all’obiettivo di un loro sviluppo sostenibile".

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