giovedì 19 settembre 2013

PARTITA CHIUSA PER CSM. VIOLA ERA E RESTA PROCURATORE A TRAPANI.









Sentenza ribaltata. Marcello Viola resta alla guida della Procura di Trapani. Per effetto della sentenza resa
dal Consiglio di Stato, Marcello Viola, 56 anni, manterrà l'incarico di procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trapani. Viola, preferendolo a Fici, anche lui proposto dalla commissione per gli incarichi direttivi, era stato nominato nel dicembre 2011 dal Csm. Ma Giuseppe Fici, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palermo, aveva presentato un ricorso che era stato accolto nel merito con conseguente annullamento del provvedimento di nomina in favore di Viola. L'efficacia della sentenza sfavorevole resa nel luglio 2012 dal Tar del Lazio, è stata, però, stoppata dal ricorso di Viola davanti al Consiglio di Stato, avanzando richiesta cautelare di sospensione dell'esecutività della sentenza appellata, presentata dagli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, Già in sede cautelare il Consiglio di Stato aveva prontamente sospeso l'esecutività della sentenza di primo grado, consentendo la permanenza nell'incarico del procuratore Marcello Viola. Da ultimo, esaminando il merito della controversia, il Consiglio di Stato, accogliendo integralmente i motivi di appello formulati dagli avvocati Rubino e Impiduglia, ha accolto l'appello riformando totalmente la sentenza di primo grado. Nella sentenza d'appello si dà atto delle "non comuni doti di preparazione, diligenza, operosità ed equilibrio dimostrate dal dottor Viola sia nel settore requirente che in quello giudicante" riscontrate dal Csm. Inoltre, "il ruolo di componente del Csm rivestito dal dottor Fici nella consiliatura 2002-2006, contrariamente – si legge nella sentenza di appello - a quanto ritenuto dal primo giudice, appare del tutto estraneo ai profili attitudinali concernenti specificatamente il ruolo di procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trapani". Per il Csm la partita è chiusa, Viola era e resta alla guida dei pubblici ministeri trapanesi.
di Irene Cimino per

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