giovedì 26 settembre 2013

UCCISO PER UN ACCONTO DI 100 EURO, LI CHIEDEVA PER COMPRARE I MEDICINALI ALLA SUA BAMBINA

Un acconto di 100 euro su lavori in corso, richiesto con insistenza. Soldi necessari per comprare i medicinali
alla figlia malata. Sarebbe questo il motivo scatenante della lite conclusasi con l’omicidio di Calogero Abati, un imbianchino di 29 anni, assassinato a coltellate nel bar centrale di Piazza Armerina in provincia di Enna. Per il delitto il Pm di turno ha confermato stamani il provvedimento di fermo. Sono accusati di omicidio, dunque, Guglielmo e Vincenzo Puglisi, padre e figlio, titolari del bar all’intertno del quale si è consumata la tragedia. Lo stesso Pm dovrà decidere sulla posizione di una terza il cui ruolo non è ancora chiaro. Secondo la prima ricostruzione Abati stava eseguendo lavori di pittura all’interno del bar dei Puglisi. Per la vittima il lavoro era completo ed avrebbe chies to di essere pagato. 100 euro in tutto per un giorno e mezzo di lavoro. Ma i Puglisi ritenevano l’opera incompleta e si sarebbero rifiutati di pagarlo anche a fronte della disponibilità di Abati di tornare per un ulteriore “rinfresco” alle pareti e considerando le 100 euro solo un acconto. Soldi, avrebbe detto, che gli servivano urgentemente per acquistare medicinali per la figlia malata. la discussione sarebbe degenerata fino all’omicidio commesso con un coltello da lavoro che si trovava sul bancone. Sul posto sono stati sequestrati anche tre coltelli uno dei quali è risultato sporco di sangue. Durante la notte uno dei due fermati avrebbe fatto ammissioni parziali. Si sarebbe, invece, avvalso della facoltà di non rispondere il secondo fermato. Oltre ai datori ora accusati di omicidio la polizia continua ad interrogare una terza persona. Si tratta del genero del titolare del bar che, secondo gli inquirenti, avrebbe quantomeno assistito alla lite e all’omicidio ma si sarebbe allontanato subito dopo forse perché coinvolto o più semplicemente per evitare di dover testimoniare.
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