giovedì 19 settembre 2013

SCANDALO EQUITALIA. 5 INDAGATI PER CORRUZIONE, FAVORIVANO IMPRENDITORI E PROFESSIONISTI

Controlli della Guardia di Finanza in 29 uffici, tra cui sedi della società di riscossione e dell'Inps, a Roma, Genova, Latina, Venezia e Napoli. I funzionari avrebbero garantito vantaggi finanziari come rateizzazioni non dovute e annullamento di debiti a imprenditori e professionisti.

Avrebbero garantito vantaggi finanziari a imprenditori e professionisti dietro pagamento di mazzette: alcuni funzionari di Equitalia e altre persone sono indagati dalla Procura di Roma in un'inchiesta che ha portato a 29 perquisizioni su tutto il territorio nazionale. Si tratta di Roberto Damassa, ex dirigente di Equitalia sud spa, Salvatore Fedele, attuale dipendente dell'agenzia di riscossione, del commercialista Domenico Ballo, dell'imprenditore Romolo Gregori, rappresentante legale della Gresa srl, e di Alberto Marozzi, mediatore e consulente. L'indagine è nata dalla costola di un procedimento che lo scorso aprile coinvolse la famiglia Roscioli, albergatori da tre generazioni. La Guardia di Finanza sta acquisendo documenti - a Roma, Venezia, Genova, Napoli e altre città - negli uffici dei funzionari della società di riscossione, in sedi Inps e nelle case e negli uffici di imprenditori e professionisti. Il sospetto del procuratore aggiunto Nello Rossi, coordinatore del gruppo dei 'reati economici', e dei pm Maria Francesca Loy e Francesco Ciardi, è che l'ex dirigente Damassa (che aveva mantenuto preziose entrature presso Equitalia) e l'attuale impiegato Fedele avessero garantito, in cambio della promessa di denaro e senza che vi fossero i requisiti, istanze di rateizzazione di cartelle esattoriali oppure avrebbero interferito nelle procedure di versamento dei contributi previdenziali alterando sia la correttezza dei dati relativi al pagamento che la visibilità degli stessi. Anche al fine di ottenere la rinuncia, da parte dell'ente di riscossione, ad adottare le procedure di esecuzione immobiliare. Gli importi importi emersi finora (al massimo mille euro) non sembrano così roboanti.I pm di Roma titolari dell'inchiesta e i finanzieri ipotizzano anche che in alcuni casi i debiti siano stati fittiziamente ridotti, in modo appunto da consentirne la rateizzazione, che in altri casi siano state evitate esecuzioni immobiliari e che infine siano state fatte risultare come pagate alcune cartelle esattoriali senza che da parte dei debitori sia avvenuto alcun versamento. Una perquisizione anche a carico di Francesco Pasquini, ex direttore regionale Equitalia del Lazio e attuale direttore regionale Liguria, che non risulta indagato. Dall'agenzia fanno sapere che la collaborazione con gli inquirenti è piena, "affinché venga fatta piena luce sui fatti oggetto di indagine e sulle eventuali responsabilità. Equitalia rimarrà a disposizione per fornire tutti i documenti e le informazioni necessari e procederà a porre in essere le opportune iniziative a tutela della funzione pubblica dell'agente della riscossione e della propria immagine". lmmediata la reazione delle associazioni dei consumatori: il Codacons ha infatti già annunciato l'intenzione di costituirsi "parte civile in rappresentanza dei contribuenti italiani nella vicenda che vede coinvolta Equitalia", così come il Codici: "Gli illeciti contestati dalla Procura di Roma sono gravissimi e rappresentano un danno non solo per i contribuenti onesti, ma per tutti i cittadini, considerate le ripercussioni sul fronte delle entrate fiscali - ha spiegato il presidente di Codacons Carlo Rienzi - se da un lato, infatti, gli utenti italiani sono spesso 'tartassati' da Equitalia, con cartelle esattoriali non sempre corrette, dall'altro si scoprono oggi favoritismi e corruzione finalizzati ad agevolare imprenditori e professionisti, mentre i contribuenti onesti fanno i salti mortali per pagare i propri debiti".

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