lunedì 2 settembre 2013

OMICIDIO MARINO. CONFERMATA LA MORTE PER DISSANGUAMENTO, ATTESO IL VERTICE INVESTIGATIVO A MARSALA

"Quello di Marino è stato un omicidio di mafia". Non hanno quasi più dubbi gli investigatori della Squadra Mobile di Trapani riguardo il delitto di Baldassare Marino, l'imprenditore assassinato sabato scorso, alle prime luci del giorno, nelle campagne marsalesi. Questa mattina i poliziotti sono tornati ad ispezionare il luogo dell’agguato dove il corpo è stato trovato esanime all'interno della sua autovettura con i vetri crivellati di colpi. Il sopralluogo pare sia servito a sincerarsi se l'agguato è davvero avvenuto nel posto dove è stata trovata la vettura con all'interno il corpo senza vita di Marino, o se invece l'agguato sia avvenuto altrove e Marino abbia cercato di arrivare in zona per chiedere aiuto. Intanto due sono i segnali, che secondo gli investigatori, confermano il delitto di mafia, l’uso delle armi e il macabro ritrovamento. A uccidere Baldassare Marino sono state almeno due o addirittura tre scariche esplose probabilmente da due fucili caricati a pallettoni. Poi c’è il macabro rituale di una sorta di corona a forma di croce fatta con tralci di vite, ma composta da chi era cosciente  che la croce non sarebbe passata inosservata. I tralci sembra siano stati presi dalla stessa vettura di Marino, tenuta come un ripostiglio di roba ed attrezzi in genere. L'autopsia, eseguita oggi pomeriggio dal professor Paolo Procaccianti, conferma che la morte, conseguenza del primo colpo di fucile, è avvenuta a causa della perforazione dell'arteria femorale che ha causato un veloce dissanguamento. Il primo colpo di fucile lo ha raggiunto all’inguine fuori dall’auto, poi Marino ha cercato di risalire in auto per fuggire via, ma ancora una volta il killer o i killer hanno continuato a sparare. Gli elementi raccolti oggi, dal sopralluogo all'esame autoptico saranno vagliati da inquirenti e investigatori nel corso del vertice investigativo previsto domani a Marsala. La pista privilegiata per far luce sull'omicidio resta quella mafiosa, anche se gli investigatori della Squadra Mobile, diretti dal vice questore Giovanni Leuci, non escludono altre ipotesi. Allo stato l'indagine resta a Marsala coordinata dal pm Antonella Trainito, ma il vertice sarà anche l'occasione per valutare se inviare gli atti dell'indagine a Palermo, la cui Procura è competente per delitti di mafia. 




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