venerdì 6 settembre 2013

"O L'UFFICIALE GIUDIZIARIO O U FIRRARU CU CAMION".

L'ex sindaco di Agrigento, sen. Calogero Sodano, deve pagare 22 mila euro per diffamazione ma lui se la svigna

Si avvia ad avere sviluppi che faranno parlare la Stampa nazionale la vicenda relativa al
pagamento di ventiduemila euro che Sodano deve ad Arnone per averlo diffamato definendolo sul Giornale di Sicilia quale tangentista collegato a Pacini Battaglia, uomo dedito a pratiche illecite e a comportamenti paramafiosi. Arnone, dopo aver vanamente invitato e sollecitato per vie cortesi Sodano a pagare il suo debito, come fatto peraltro da Arnone in passato, si è recato col titolo esecutivo in mano unitamente all’Ufficiale giudiziario presso la residenza di Sodano per procedere al pignoramento dei mobili. Arnone e l’Ufficiale giudiziario si sono trovati innanzi alle porte chiuse perché nessuno ha risposto. A quel punto Arnone ha fornito all’Ufficiale giudiziario l’utenza cellulare di Sodano per procedere a contattarlo ed in caso contrario, cioè nell’ipotesi di ulteriore ostacolo al pignoramento costituito dalla porta chiusa, a procedere alla apertura forzata della porta mediante fabbro ferraio”.
Inizia così, riportandola fedelmente, una lunga nota che l’avvocato Giuseppe Arnone ha inviato agli organi di stampa su una vicenda che davvero rischia di diventare un caso nazionale che purtroppo farà parlare ancora una volta di Agrigento e degli agrigentini in modo ridicolo. Il già sindaco di Agrigento e senatore della Repubblica, Calogero Sodano, noto alle forze dell'ordine, per una serie di reati, non ne vuol sentire assolutamente di aprire la porta di casa propria, abusiva e da abbattere per ordine della Soprintendenza di Agrigento (o almeno una parte di essa), all’ufficiale giudiziario che lo cerca disperatamente per fargli rispettare le leggi e soprattutto per fargli capire che le stesse leggi sono uguali per tutti. Lui, Sodano, probabilmente, si sente un diverso e pertanto quello che giudiziariamente ha preteso dagli altri (vedi caso Lauretta) non vuole che venga applicato alla sua persona, nonostante fior di magistrati gli hanno intimato con sentenza definitiva a pagare 22 mila euro per una diffamazione nei confronti di Arnone. Il Sodano fa trovare all’ufficiale giudiziario la porta chiusa come se, comportandosi in questo modo, pensa di superare l’ostacolo e crede di svignarsela allegramente. Ma purtroppo non è così e adesso dovrà badare attentamente a rispondere a tutte le telefonate che riceverà nel proprio cellulare, perché in una di queste potrebbe sentire la vocina dell’ufficiale giudiziario pronto a fargli scontare la pena economica. L’ipotesi del fabbro ferraio, accompagnato da un camion per prelevare mobili e suppellettili, prende sempre più corpo. Arnone lo ha già avvisato: la prossima volta si presenterà in quella villa, oltre che con l’ufficiale giudiziario, con un fabbro con tanto di piede di porco e martelli vari. Lo prevede la legge. Lo stesso Arnone ha fatto sapere che tale eventuale “scenetta” verrà ripresa da telecamere e macchine fotografiche. Insomma, non si tratterebbe di una bella situazione pronta a fare scalpore negli organi di stampa nazionali. Già in passato il pregiudicato Sodano ha avuto modo di non far splendere di luce propria la città di Agrigento che lui ha amministrato. Un danno all’immagine, sporcata da quell’abusivismo edilizio che lui non ha debitamente contrastato; un danno che gli è costato una condanna al pagamento di centomila euro in virtù di una sentenza quasi storica. Onori le sentenze, nonostante l’etichetta giudiziaria di "pregiudicato". Rispetti le regole Sodano; perché le regole, come valgono per gli altri, è giusto che abbiano lo stesso identico valore anche per lui. O lui si sente spider man?

Scritto da Lelio Castaldo per


Nessun commento:

Posta un commento