domenica 22 settembre 2013

IN ITALIA ACCADE ANCHE CHE LA PENSIONE NON VIENE DATA PERCHÉ RISULTI DECEDUTO

Roma, niente pensione: "signora, lei risulta morta ". 
Chissà cosa si prova a essere considerati «defunti», cosa si pensa nel leggere un certificato che sentenzia senza possibilità d'appello: «Lei, signora, è morta». Non siamo tra le pieghe immaginarie di un libro di Stephen King, né immersi nell'incubo che spezza il fiato in una notte insonne. Questa è vita reale, la vita di una signora che a luglio ha perso il marito ed oggi lotta per ottenere la pensione di reversibilità. Adriana Proietti, romana d’adozione, 71 anni, oltre 50 passati accanto al marito barista, abbassa lo sguardo verso quel foglio che le sta rovinando la vita: «Domanda di pensione. Il soggetto risulta deceduto. Non è possibile procedere con nuove domande» si legge su un pezzo di carta stampato dal sito dell'Inps. 
Il dolore per la perdita del marito è ancora forte: «Romano era l'amore della mia vita» dice Adriana, nonna e con una grande forza nonostante la morte di quell'uomo con cui ha condiviso lavoro, famiglia e poi il dramma dei corridoi d’ospedale. Il 7 luglio una malattia se l'è portato via, ma Adriana, stretta dall'amore della famiglia e degli affezionati clienti del bar, non si è data per vinta. Adesso, in quel piccolo locale del Tuscolano, in via Otricoli, c'è la fila per consolare una donna, vedova, che secondo lo Stato è semplicemente deceduta. Qualcuno fa anche dell'ironia per cercare di strapparle un sorriso: «Adriana - dice un cliente - sei sicura che sei morta? Eppure ti vedo in formissima...». Secondo l'Inps, invece, Adriana Proietti non c'è più, cancellata, azzerata, senza alcun diritto di ottenere la pensione di reversibilità del marito, Romano Castagni, morto a 73 anni. «Ma io - afferma la signora Proietti - sono viva! Viva! Possibile stia succedendo veramente? Dopo tutto quello che ho passato con la morte di mio marito, adesso anche questa storia assurda»

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