sabato 7 settembre 2013

FURTO DA 100 MILA EURO ALL' "ARSENIO LUPIN" DI EX VOTO A GIOIOSA MAREA. FERMATO PRETE KENIOTA A FIUMICINO.

Un sacerdote, originario del Kenya, è stato fermato dai carabinieri a Roma con l'accusa di essere l'autore del furto di ex voto in oro donati dai fedeli alla Madonna delle Grazie, alla Madonna delle Lacrime e al patrono San Nicola, nella chiesa di Gioiosa Marea dedicata allo stesso santo. I fedeli lo stimavano perché si dava un gran da fare aiutando ad organizzare le attività della parrocchia che lo aveva ospitato più volte durante la sua permanenza nel paese messinese. Il furto degli oggetti preziosi era stato denunciato a metà agosto dall'arciprete di Gioiosa Marea don Salvatore Danzì. Il religioso avrebbe rubato i preziosi per poi rivenderli al mercato nero, un colpo che gli avrebbe fruttato circa 100 mila euro. In realtà il sacerdote si muoveva come Lupin. Le indagini, dirette dalla Procura di Patti, si sono articolare in attività tecniche e analisi di conti correnti bancari, che hanno condotto gli investigatori al prete keniota. Tracce di questi soldi sarebbero state trovate in un conto corrente intestato al sacerdote. Circa dieci giorni dopo il furto, il sacerdote aveva fatto rientro a Roma presso la comunità religiosa di cui fa parte, e aveva effettuato una serie di versamenti in denaro contante sul proprio conto corrente, dal quale aveva poi eseguito un bonifico internazionale di circa 40.000 euro a favore di un suo parente che vive in Kenya. Subito dopo, il prete aveva lasciato l'Italia per recarsi in patria. Ad incastrare il prete-ladro sono state le riprese di un impianto di videosorveglianza piazzato nella chiesa, in cui lo si vede mentre tenta di coprire l'obiettivo per poi entrare nel locale dov'erano custoditi gli ex voto. Giovedì mattina il sacerdote ha fatto rientro in Italia e ad attenderlo nell'aeroporto di Fiumicino ha trovato i carabinieri della Compagnia di Roma-Trastevere, con un decreto di perquisizione firmato dalla Procura di Patti, delegati ad effettuare una perquisizione domiciliare nella sua dimora romana. Dopo aver trovato nel suo alloggio ricevute dei versamenti di denaro contante e del bonifico internazionale, i carabinieri hanno sottoposto il sacerdote a fermo di polizia giudiziaria per furto e riciclaggio. Dopo le formalità di rito, il sacerdote è stato condotto nel carcere di Regina Coeli.

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