giovedì 5 settembre 2013

FORMAZIONE PROFESSIONALE. CROCETTA VUOLE UN'AGENZIA REGIONALE UNICA. GLI ENTI "DEVONO SCOMPARIRE"

Formazione professionale in Sicilia, si cambia. Il presidente della Regione, Rosario Crocetta, stanco delle continue grane che gli derivano dagli enti - "devono scomparire" ha detto e ha deciso: "I corsi saranno gestiti da un'agenzia regionale unica e dovranno costare il 40 per cento in meno". La decisione "tranchant" del governatore è arrivata, nel bel mezzo delle sue vacanze, dopo il polverone sollevato dalla revoca dell'accreditamento allo Ial Sicilia. "Una vera riforma del settore è stata sempre bloccata dagli interessi politici – ha continuato il presidente Crocetta – ma stavolta noi andremo avanti. Non ci fermiamo. E presenteremo una grande legge sullo sviluppo prima della Finanziaria 2014".
"Molti altri enti – ha denunciato il governatore – sono nella stessa condizione dello Ial, per cui c'è già stato un interessamento della Procura per la sparizione dei venti milioni di euro (fatto che comunque i dirigenti degli enti hanno smentito, n.d.r.). L'unica soluzione dunque è chiuderli e separare nettamente il loro destino da quello dei lavoratori, che cambieranno mansioni probabilmente, ma non rischieranno nulla". L'agenzia che Crocetta sogna per la Formazione professionale in Sicilia avrà una regia totalmente regionale: "Si occuperà di programmare i corsi, che si svolgeranno nei locali delle scuole, e selezionare i docenti sulla base di una graduatoria che sarà compilata con tutti i docenti della formazione. Avranno incarichi annuali e questi elenchi potranno essere aggiornati aggiungendo anche neolaureati". Un sogno, appunto, perché per Crocetta, lo scoglio da superare sarà la propria stessa maggioranza. Il Pd, infatti, "sulla Formazione – dice il governatore – non ha una posizione chiara". 
"Da anni chiediamo una radicale riforma del settore della Formazione professionale in Sicilia - sostiene Claudio Barone, segretario generale della Uil Sicilia - e siamo quindi favorevoli a un progetto di cambiamento. Ma bisogna garantire prima di tutto i lavoratori".
"Affermato il principio che serve superare la gestione da parte degli enti, è importante stabilire il percorso con cui questo avverrà per evitare, come già accaduto in passato, il caos e soprattutto per dare garanzie ai lavoratori. Invitiamo, quindi, il Governo regionale - conclude Barone - ad aprire subito un confronto per superare la fase delle dichiarazioni ed entrare nel merito per evitare ulteriori allarmi in un contesto drammatico. Purtroppo, in passato, già troppe volte si era annunciata una riforma che poi si è arenata di fronte alle difficoltà reali o presunte". "Il nostro timore è che, partendo da presupposti che condividiamo, si possa approdare a un sistema in cui il legame con la politica piuttosto che venire meno si rafforzi, mentre per i lavoratori si potrebbe aprire la strada della precarietà, cosa che ci vedrebbe contrari". Lo ha dichiarato Michele Pagliaro, segretario generale della Cgil Sicilia. "L'idea di riforma del presidente - continua Pagliaro - è fumosa e sintomatica della mancanza di un progetto concreto da parte del governo. A fronte delle denunce che portiamo avanti da anni e delle nostre ripetute sollecitazioni alla riforma del sistema - aggiunge il segretario della Cgil - ci aspetteremmo l'apertura del confronto e non gli annunci sulla stampa. Appare ancora una volta una linea del governo ondivaga e tentennante che non produce risultati concreti".
"L'incapacità di costruire, in tempi brevi, un nuovo sistema di accreditamento - conclude - non può gravare sull'anello più debole della catena, i lavoratori. Tutti questi nodi potrebbero essere sciolti se Crocetta avviasse subito un concreto confronto con le parti sociali".

di Maria Teresa Camarda per

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