mercoledì 18 settembre 2013

ENNESIMO OMICIDIO DI STATO. DISOCCUPATO CATANESE SI IMPICCA NEL SEMINTERRATO

Ancora un dramma della disperazione, questa volta a Santa Maria di Licodia, in provincia di Catania. Un
operaio edile, di 62 anni, si è tolto la vita perché non riusciva a trovare lavoro. L'uomo, disoccupato da due anni, si è impiccato nel seminterrato della sua abitazione.  A lanciare l'allarme sono stati i suoi due figli, che hanno informato i carabinieri. "Il suicidio dell'operaio edile, impiccatosi perché non trovava lavoro - dicono il segretario della Camera del lavoro Angelo Villari e la segreteria provinciale della Cgil di Catania -, ci lascia addolorati e sempre più consapevoli della gravità della situazione nel nostro territorio. Abbracciamo idealmente la famiglia di quest'uomo che le riforme sbagliate prodotte dai governi di questi ultimi anni, hanno reso troppo vecchio per inserirsi pienamente nel mondo del lavoro ma ancora giovane per godere di una pensione". "In casi come questo non funzionano riforme e, purtroppo, neppure le formule di accorata solidarietà del sindacato, mentre si rivela sempre più il disimpegno delle istituzioni che non hanno ancora compreso in ogni sfumatura la gravità del momento storico. Anche la solitudine gioca un ruolo decisivo in storie come questa, dove forse la solidarietà e l'ascolto non solo istituzionale, ma della società stessa, avrebbe forse evitato il peggio. La Cgil continua a proporre un Piano straordinario del lavoro da tempo; potrebbe essere una risposta adeguata per evitare altri drammi come questo". La Fillea Cgil Sicilia esprime "cordoglio". "Un'altra tragedia - scrive in una nota il segretario generale del sindacato, Franco Tarantino - che si aggiunge a fatti di segno analogo che hanno come comune denominatore la disperazione. La disattenzione e il disinteresse delle istituzioni al dramma lavoro che manca - osserva Tarantino- non sono più sostenibili. Ci sono misure che sono possibili, tra cui il salario di cittadinanza - sottolinea il sindacalista - e che forse farebbero passare anche l'idea che dal tunnel si può uscire, infondendo coraggio a quanti hanno vissuto e vivono situazioni di disagio esistenziale ed eventi come quest'ultimo sarebbero certamente più rari". "Questo non è un suicidio: è l'ennesimo omicidio di Stato" affermano, in una nota congiunta, Patrizia Maltese, segretaria della federazione etnea e componente della Direzione nazionale dei Comunisti italiani, e Salvatore Torregrossa, responsabile provinciale Lavoro del Pdci. "La Sicilia - aggiungono - è piena di lavoratori cinquantenni e sessantenni espulsi dal mondo del lavoro che, quando dovrebbero essere vicini alla pensione, sono costretti ancora a elemosinare un posto qualunque e alla fine in un modo o nell'altro, mettendosi nelle mani della criminalità o rinunciando a vivere, gettano la spugna sentendosi abbandonati dalle istituzioni". Nel "manifestare solidarietà e vicinanza alla famiglia dell'operaio", Maltese e Torregrossa, invitano il presidente del consiglio Enrico Letta a "finire di raccontare la frottola della ripresa". "Il suo governo dei poteri forti non fa alcunché - concludono - per l'occupazione e lo capiscono anche i bambini che se non c'è lavoro l'economia non gira. Piuttosto che preoccuparsi di salvare un pregiudicato, si occupino di salvare il Paese o se ne vadano".
da 

Nessun commento:

Posta un commento