martedì 10 settembre 2013

DA SULMONA "ANTONY L'AMERICANO" NON SI SBOTTONA ... SUL PIZZO A BONGIORNO

L'ex reggente della famiglia mafiosa di Castellammare è stato interrogato nell'ambito delle indagini sull'estorsione ai danni al presidente di Confindustria Trapani, Gregory Bongiorno. Indagini che qualche giorno fa hanno portato all’arresto di Gaspare Mulè e Fausto Pennolino, notificando il provvedimento della custodia cautelare in carcere per Mariano Asaro. L'interrogatorio, svoltosi presso la casa circondariale di Sulmona, è durato soltanto alcuni minuti. Il boss di Castellammare non parla. Si è rifiutato di rispondere alle domande del giudice per le indagini preliminari di Palermo Jannelli. Il viaggio al carcere di Sulmona è durato il tempo necessario per prendere atto della volontà di Asaro di avvalersi della facoltà di non rispondere. Nei giorni scorsi erano stati già sentiti gli altri due indagati, Gaspare Mulè e Fausto Pennolino. Il primo aveva fatto scena muta mentre l'altro aveva accettato di sottoporsi all'esame, dichiarando la sua estraneità ai fatti, respingendo ogni accusa. Secondo le indagini della Dia di Palermo, Mariano Asaro, oggi 63 enne, da dietro le sbarre era quello che, riusciva a chiedere il pizzo a Gregory Bongiorno, imprenditore castellammarese e giovane presidente di Confindustria Trapani. A Sulmona Asaro sconta una pena di 15 anni per associazione mafiosa e estorsione, uscirà nel 2024. Figura di spicco dell’organizzazione criminale, Asaro ha fatto il bello e il cattivo tempo nel trapanese tra gli anni 80 e 90. È stato per dieci anni, fino al 2005, il reggente della famiglia mafiosa di Castellammare del Golfo. Nell’anagrafe criminale della mafia trapanese Mariano Asaro è noto come “Antony”, “L’Americano”, “Il dentista”. Asaro, secondo molte indagini su mafia e servizi deviati, era quello che riusciva ad unire un po’ tutti, l’organizzazione criminale, le istituzioni, l’imprenditoria. La storia di Asaro passa per tutte le storie di mafia, massoneria e criminalità varia della provincia di Trapani. Per gli uomini di cosa nostra, ma in particolare per il pentito Rosario Spatola, “Antony l’americano” era uno dei migliori esperti di esplosivi. “E’ lui l’esperto dei massacri alla libanese”. Spatola, nel 1992, dopo le stragi di Capaci e Via d’Amelio, diceva ai giudici: “Finché non prenderete Mariano Asaro le stragi non finiranno, con le autobomba degli uomini dello stato…”. “Finché non lo prenderete”. Dal 2004 è in cella a Sulmona, da dove, secondo gli inquirenti, dava la benedizione alle estorsioni.



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