mercoledì 11 settembre 2013

CANICATTÌ. TESTA MOZZATA D'AGNELLO CON CHIODO IN BOCCA PER LICARI

Un vile atto intimidatorio è stato perpetrato ieri ai danni di Salvatore Licari, vicepresidente della cooperativa "I frutti della Valle dei templi" di Canicattì, in provincia di Agrigento. La testa mozzata di un agnello con un chiodo conficcato in bocca è stata trovata questa mattina appesa alla targhetta dello studio di consulenza del professionista. A fare la scoperta è stato un collaboratore di Licari. Sul posto è intervenuta la polizia, le cui indagini sono in corso da parte dei poliziotti del Commissariato di Canicattì. "La testa di agnello mozzata con il chiodo conficcato in bocca è un avvertimento - afferma il Segretario Provinciale del Partito Democratico di Agrigento, Emilio Messana, - a tutti noi, alla città di Canicattì, alla visione che abbiamo e dobbiamo coltivare di una Sicilia dove l’iniziativa privata sia libera e non soggiogata dalla mafia o da rendite parassitarie criminali. Siamo certi che l’autorità giudiziaria saprà fare luce sulla vicenda. Al Rag. Salvatore Licari e ai produttori della Cooperativa la nostra convinta solidarietà e l’impegno del Partito Democratico a sostenere la loro intrapresa e la cultura della legalità e del lavoro che la ispira". Sul vile atto intimidatorio al vice presidente della cooperativa interviene con una nota Salvatore Argento, presidente provinciale della Lega delle cooperative, “in questi ultimi anni – si legge -, ha svolto con intenso e duro lavoro nel cercare di mettere insieme i produttori agricoli con l’unico e nobile obiettivo di ridare speranza ai produttori, attanagliati da una crisi economica e sociale senza precedenti. Avere messo assieme i produttori per commercializzare al meglio il loro prodotto ed avere un ruolo nei confronti della grande distribuzione. Sicuramente questo ha disturbato gli interessi di qualcuno”. Legacoop Sicilia confida nell'azione investigativa delle forze dell'ordine e nei prossimi giorni chiederà un incontro al prefetto di Agrigento "per una valutazione sul grave atto". "Un fatto grave e preoccupante, che richiede una reazione decisa di tutte le forze sane, sociali ed economiche", dice il presidente di Legacoop Sicilia, Elio Sanfilippo. "Questa intimidazione - aggiunge Sanfilippo - ripropone all'attenzione delle forze economiche, sociali e politiche che in quel territorio si ispirano ai principi di legalità e libertà nelle attività produttive, il tema di una reazione determinata contro quelle forze che oggi, attraverso questo inquietante e macabro messaggio vogliono riportare indietro l'economia di questa parte della Sicilia, riproponendo i metodi della sopraffazione nei confronti dei produttori e della intermediazione parassitaria e mafiosa".

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