venerdì 6 settembre 2013

BASTA PIZZO. GREGORY BONGIORNO AI SUOI COLLEGHI: "HO AVUTO PAURA MA PER VINCERE QUESTA BATTAGLIA E' NECESSARIO FARE FRONTE COMUNE"

Non si placa lo stupore all’indomani del blitz della Squadra Mobile di Trapani che ha portato all’arresto dei
tre esattori mafiosi del presidente di Confindustria Trapani, Gregory Bongiorno, imprenditore del settore smaltimento rifiuti a Castellammare del Golfo. Quello che emerge il giorno dopo l’incriminazione di Mariano Asaro, reggente della famiglia mafiosa di Castellammare del Golfo, e di Gaspare Mulè e Fausto Pennolino, è un particolare inedito dell’indagine. Bongiorno, più che raccontare agli investigatori come i suoi aguzzini tentavano di estorcerlo, ha registrato l’incontro con Gaspare Mulè. Lincontro avviene il 13 agosto scorso presso un oleificio del loro paese, Castellammare del Golfo. Prima dell’incontro, su consiglio di un ispettore di Polizia, l’imprenditore si munisce di un registratore portatile. Mulè spiega a Bongiorno che avrebbe dovuto saldare gli arretrati accumulati nei sei anni in cui non aveva pagato. “Noi abbiamo avuto rispetto per la salute di tua madre, ma adesso – intima Mulè all’imprenditore - devi darci anche questi arretrati”. Il presidente di Confindustria tergiversa con il suo esattore: “Non diamo occasione per ora Maurì. Io sono in questo momento esposto. Mi sono caricato – spiega Bongiorno a Mulè - questa cosa di Confindustria e parlando con te, senza mai Dio, vado a finire su tutti i giornali d’Italia”. Al termine dell’incontro la registrazione viene consegnata alla polizia e il resto ormai è noto. “Non lo sapevo neanche – spiega il presidente di Confindustria Trapani – che l'operazione sarebbe stata condotta nella notte e quindi per me era una giornata come le altre. Ovviamente non lo è stata”. Intanto si sono svolti già i primi interrogatori. Fausto Pennolino ha respinto le accuse, mentre Gaspare Mulè s’è avvalso della facoltà di non rispondere. Mariano Asaro, essendo recluso nel carcere di Sulmona, sarà sentito invece nei prossimi giorni. “Quando ho ricevuto la richiesta estorsiva – spiega Gregory Bongiorno - non ho esitato a denunciare. Oggi questo si può fare. C’è un clima diverso, un clima nuovo. C’è una Confindustria diversa, non è più quella di una volta che ha lasciato da solo Libero Grassi”. Gregory Bongiorno parla e spiega perché non ha denunciato prima i suoi aguzzini. “Per esperienza... ora lo posso dire per esperienza diretta – puntualizza Bongiorno con un sospiro di sollievo – questo genere di cose va metabolizzato. Alla fine del 2007 c’è stato il codice etico di Confindustria Sicilia e via via, in me, nasceva questo desiderio di ribellarmi. Poi, dalla fine del 2007, non ho avuto più questa gente fra i piedi”. Sono le sue prime dichiarazioni dopo gli arresti eseguiti dalla polizia. Nel 2005, quando ricevette le prime richieste di denaro, spiega il presidente di Confindustria, non c’erano le condizioni per denunciare. “Oggi invece c’è una Confindustria diversa, sia a livello regionale, sia a livello nazionale, che fa fronte comune per la legalità. Ho fatto questa scelta perché andava fatta, senza pensare alle conseguenze. Sono certo che non mi pentirò. Ho fatto questa scelta – precisa Bongiorno - in maniera improvvisa, non so domani cosa potrebbe comportare. Ma sì, certo, ho provato paura. E se non fosse stato per tutte queste telefonate di solidarietà, di vicinanza, questa giornata sarebbe stata diversa”. Ed agli imprenditori che pagano il pizzo, Bongiorno spiega che “Grazie al codice etico Lo Bello-Montante, chi denuncia - precisa la vittima dell'estorsione Gregory Bongiorno - può contare su un sostegno, impensabile fino a qualche tempo fa. Per questo dico che oggi, più che mai, è il tempo di alzare la testa. Ai miei colleghi voglio dire che per vincere questa battaglia è necessario fare fronte comune e non è corretto che chi si muove in prima linea in favore della legalità venga additato come professionista dell’antimafia”.

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