mercoledì 11 settembre 2013

APPELLO DEL PAPA ALLA CHIESA: "APRITE CONVENTI VUOTI AI RIFUGIATI"

L'arrivo senza scorta, la visita alla mensa, le strette di mano, l'incontro con i rifugiati. È stata una festa la visita di papa Francesco al Centro Astalli nella linea confidenziale inaugurata dal nuovo pontificato. Una visita durata un'ora e mezza iniziata entrando dall'ingresso della mensa e proseguita percorrendo la stessa strada che ogni giorno fanno circa 400 persone per chiedere un piatto caldo e un po' di conforto. Ha salutato la lunga fila che si era formata fuori quindi è sceso nei locali e si è intrattenuto con un gruppo di 20 rifugiati. Dopodiché si è fermato in cappellina a pregare. Proseguendo il giro, si è recato nell'ambulatorio e ne ha approfittato per salutare medici e pazienti. Poi si è recato nella chiesa del Gesù per l'incontro con i rifugiati, che hanno portato le loro testimonianze. Tra queste, il racconto di una donne e madre siriana, che gli ha rivolto un appello a intervenire con la sua voce affinché sia scongiurata la guerra. Al termine dell'intervento della donna, Papa Francesco si è alzato ed è andato ad abbracciarla. Poi è stata la volta di un ragazzo in fuga da una delle tante guerre che dilaniano il continente africano, che ha raccontato la sua scelta di gettare a terra il fucile e di fuggire. Nel suo intervento, Francesco ha ringraziato tutti i volontari che si dedicano all'assistenza dei rifugiati, ponendo l'accento sulla necessità di ridare il giusto valore alla parola solidarietà: «Solidarietà, questa parola che fa paura per il mondo sviluppato. Cercano di non dirla. È quasi una parolaccia per loro. Ma è la nostra parola», ha detto il Papa Un appello all'accoglienza che ha rivolto a partire proprio dalla Chiesa, riferendosi ai conventi vuoti dei consacrati: «In particolare - e questo è importante, lo dico dal cuore - vorrei invitare anche gli Istituti religiosi a leggere seriamente e con responsabilità questo segno dei tempi. Il Signore - ha detto Papa Francesco tra gli applausi - chiama a vivere con più coraggio e generosità l'accoglienza nelle comunità, nelle case, nei conventi vuoti. Carissimi religiosi e religiose, i conventi vuoti non servono alla Chiesa per trasformarli in alberghi e guadagnare soldi. I conventi vuoti non sono nostri, sono per la carne di Cristo che sono i rifugiati». E ancora. «Certo non è qualcosa di semplice, ci vogliono criterio, responsabilità, ma ci vuole anche coraggio. Facciamo tanto, forse siamo chiamati a fare di più, accogliendo e condividendo con decisione ciò che la Provvidenza ci ha donato per servire. Superare la tentazione della mondanità spirituale per essere vicini alle persone semplici e soprattutto agli ultimi». Infine il Papa ha voluto ricordare la scena che aveva visto con i suoi occhi pochi minuti prima: «Ogni giorno, qui e in altri centri, tante persone, in prevalenza giovani, si mettono in fila per un pasto caldo. Queste persone ci ricordano sofferenze e drammi dell'umanità. Ma quella fila ci dice anche che fare qualcosa, adesso, tutti, è possibile. Basta bussare alla porta, e provare a dire 'Io ci sono. Come posso dare una mano?'»

Nessun commento:

Posta un commento