giovedì 22 agosto 2013

TREDICENNE SFUGGE AL SUO MOLESTATORE GETTANDOSI DALLA FINESTRA. ARRESTATO IL VICINO.

Una tredicenne è riuscita a sfuggire al suo molestatore gettandosi dalla finestra. La minore di Castellammare
del Golfo avrebbe subito dei palpeggiamenti dal vicino di casa, un romeno, C.A.F., 40 anni, che è stato, dopo la denuncia, arrestato dai carabinieri. L’uomo, pregiudicato per reati di natura sessuale, sposato e padre di quattro figli, dai 3 ai 12 anni, approfittando dell’assenza della vicina di casa, ha tentato di abusare della figlia. La ragazzina stava giocando con un gruppo di coetanei quando è stata chiamata dal vicino, che con una scusa ha convinto la tredicenne ad entrare all’interno della sua abitazione per poi abusarne. Si è dapprima approcciato baciandola e poi l’ha palpeggiata. Ma al tentativo d’abuso la reazione dell’adolescente è stata immediata e repentina. Non perdendosi d’animo è sfuggita carambolando dalla finestra. Fortunatamente l’abitazione del molestatore si trova al pianterreno. Tornata a casa, la tredicenne ha raccontato tutto alla madre, intanto rientrata, che, appreso l’episodio, ha chiesto immediatamente l’intervento dei carabinieri. Il maresciallo Luigi Gargaro, comandante della stazione di Castellammare del Golfo, congiuntamente ai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Alcamo, guidati dal Tenente Danilo Ferella, recatisi sul posto, hanno ricostruito, dopo aver ascoltato i vari testimoni, dettagliatamente ogni fase dell’episodio. Identificato l’autore del gesto, dopo aver acquisito tutti gli elementi per intervenire, lo hanno tratto in arresto, mentre si trovava nella sua abitazione assieme ai suoi quattro figli. L’uomo non ha opposto resistenza e quando è stato interrogato dopo il fermo, ha negato ogni responsabilità, compreso di avere precedenti penali per reati sessuali. Ai militari dell’Arma ha negato il tentativo di abuso giustificando il suo tentativo di baciare la minore come un travisamento dei fatti. Il romeno, a suo dire, si era avvicinato alla bocca della tredicenne solo per verificare un eventuale odore di fumo. La sua versione non ha convinto gli investigatori, che dopo le formalità di rito, su convalida del fermo da parte del sostituto procuratore Paolo Di Sciuva, hanno trasferito l’uomo presso la casa circondariale di San Giuliano a Trapani.

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