lunedì 26 agosto 2013

SPECIALE. IN GIRO PER TONNARE IN PROVINCIA DI TRAPANI

Terra di sole e di mare, ricca di storia e cultura, la provincia di Trapani offre, immerse fra le sue varietà di
incantevoli paesaggi, le tonnare più antiche ed attraenti della Sicilia, parte integrante della civiltà mediterranea. Esse appartengono ad una cultura tradizionale, eredità del mondo antico, che per secoli è rimasta viva nel bacino Mediterraneo ed in particolare nella Sicilia Occidentale. Le tonnare rappresentano un pezzo di storia e di tradizione siciliana, raccontano delle fatiche dei pescatori, della vita divisa tra mare e terra. Una tradizione che risale fino al neozoico, quando la pesca era praticata in modo rozzo ed essenziale. Le varie popolazioni che si sono succedute sull’isola hanno, di volta in volta, migliorato ed affinato le tecniche di pesca fino a farne un’attività primaria dell’economia marinara. 
Dai Fenici la tradizione continuò con i greci e i bizantini. Poi gli arabi diedero, alla pesca, quel tocco di perfezionamento con l’istallazione delle reti fisse in mare collocandole in modo che il tonno fosse guidato attraverso varie camere fino a quella finale. Questo sistema è quello che ancora oggi viene utilizzato al fine di “imprigionare” i tonni e impedirne l’uscita, per poi essere catturati, la cosiddetta mattanza, ovvero le reti vengono sollevate a galla e i tonni vengono uccisi. L’ultima è avvenuta nel maggio 2007. La lavorazione continua sulla terra ferma. Gli antichi stabilimenti per la lavorazione del pesce e del tonno in particolare, erano ubicati spesso in prossimità delle saline. 
Il commercio del tonno sotto sale crescendo conosce grande diffusione tanto da attirare in Sicilia molti imprenditori, che operano soprattutto come finanziatori. Nella prima metà del Seicento, le sole tonnare trapanesi producevano in media 25.000 barili all’anno per l’esportazione. La grande espansione della pesca del tonno e della sua trasformazione precede tuttavia l’inizio della sua crisi, i cui primi segni sono evidenti a partire dal Settecento. Se diminuisce la quantità di tonni pescati, un’importante novità è dal 1838, tuttavia, quella della commercializzazione di tonno conservato sott’olio, inizialmente in barili, quindi in grosse scatole da 1-5-10 kg di banda stagnata, prima etichettate, quindi litografate in loco. La famiglia Florio intuisce l’avvenire industriale e commerciale di questo prodotto e sviluppa questo settore nuovo e dinamico dell’attività conserviera esportando tonno in tutto il mondo. La pesca del tonno è una pesca chiaramente e decisamente stagionale, essendo il periodo propizio quello in cui si ha lungo le sue coste il passaggio dei tonni. Tale periodo va dalla fine di maggio alla metà di luglio e fino alla prima metà del ‘900 le tonnare si distinguevano in tonnare di ‘andata’, che erano la quasi totalità, ed in tonnare di ‘ritorno’ delle quali ne esisteva solamente qualcuna. 
Sin dal 1200 in poi si potevano pertanto contare lungo le coste del trapanese numerose tonnare. La prima tappa dell’itinerario, arrivando da Palermo, è la Tonnara Magazzinazzi, oggi casa vacanze, ubicata fra Alcamo Marina e la Tonnara di Castellammare del Golfo, continuando si può sostare alla Tonnara di Scopello. 
La suggestione che si prova, non appena si intravede la struttura lungo la strada che porta alla Riserva Naturale dello Zingaro, induce molti visitatori a soffermarsi per ammirarla. 
La Tonnara di Scopello è una dimora storica, costituita da un affascinante complesso di edifici antichi prospicienti il mare, con una chiesetta del ‘600, racchiusi da un muro di cinta e sovrastati da un’antica torre federiciana. Questo suggestivo esempio di architettura si armonizza perfettamente alla bellezza paesaggistica della costa e della caletta in cui si trova, chiusa ad ovest da monumentali faraglioni, che contribuiscono a trasformare lo specchio di mare antistante in una sorta di incantevole piscina naturale. 
I faraglioni e la tonnara, grazie alla loro naturale scenografia, sono spesso meta di troupe cinematografiche. La struttura offre la possibilità di alloggiare nelle antiche case dei pescatori, tutte ‘a pelo’ sul mare, è anche possibile effettuare escursioni subacquee lungo un percorso archeologico. 
L’ultima mattanza avvenne negli anni ottanta. 
Sullo scivolo, che veniva utilizzato per alare e varare le barche, ancora oggi si possono ammirare le originali enormi ancore utilizzate per ancorare le reti. Continuando il percorso si può ammirare la Tonnara dell’Uzzo, situata nel territorio dell’attuale Riserva Naturale dello Zingaro. 
Ubicata prima di San Vito Lo Capo, a ridosso di Monte Monaco, si ammira la Tonnara “del Secco”, attiva dal 1412 sino al 1965. Proseguendo la costa ci si tuffa in un vero paradiso circondato di blu. 
Un mare ricco, pescoso e luminoso, come in pochi angoli del Mediterraneo e ci si trova ad ammirare la Tonnara di Cofano, alle pendici dell’omonimo monte. Altra tonnara storica è quella di Bonagia, già in attività dalla metà del 1200 sotto il dominio degli Angioini. Nel 1996 il complesso è stato del tutto ristrutturato ed è stato trasformato in 
un complesso alberghiero. Nell’antica torre si trova il Museo della Tonnara, dove è possibile ammirare i reperti e i cimeli dell’illustre passato della tonnara. 
Posizionata fra Bonagia e Trapani si trovano le tonnare di S. Cusumano e di S. Giuliano, detta anche Tonnara Tipa. 
Il complesso industriale, formato dalle due antiche tonnare con annesso stabilimento conserviero, si trova sul lungomare di Trapani in territorio del comune di Erice. Dal 1979 in poi si consorziò con la tonnara di Bonagia e l’ultima mattanza fu realizzata nel 2003. 
Oggi è divenuta una industria di trasformazione del pescato in piena espansione, in particolare per il tonno rosso, con il marchio Tonno di Tonnara, e per il meno pregiato Tonno dalla pinna gialla che importa congelato. Si lavora anche la bottarga di tonno, sgombri, sardine e acciughe. Con una gita in barca si possono raggiungere le tonnare delle isole Egadi. 
Formica è un piccolo lembo di terra, quasi un grosso scoglio, che si trova tra l’isola di Levanzo e la costa di Trapani. Per accedere all’isolotto e poter visitare il complesso della tonnara e il museo bisogna prenotare ed ottenere il permesso di sbarco. 
Splendido il giardino di piante mediterranee e di cactacee, protetto dai venti di scirocco, così come l’intera struttura, il castello spagnolo, la casa dei Florio, gli alloggi dei tonnaroti trasformati in foresteria, i magazzini della tonnara che custodiscono una muciara, la barca per la pesca del tonno, restaurata nei minimi dettagli. 
La Tonnara Florio, sull’isola di Favignana, è la più importante tonnara del mediterraneo. Lo stabilimento ai tempi dei Florio impiegava mediamente mille persone per la cattura e la lavorazione dei tonni. 
Una targa riporta “al 1859 anno ultimo gabella Florio la tonnara favignana pescò 10159 tonni amministrava A. Ribaudo rais A. Casubolo”. 
La tonnara, dopo un lungo periodo di restauro, ha riaperto al pubblico nel maggio del 2009, al fine di adattarla per attività culturali, turistiche, sportive ed artigianali. 
Ritornando sulla terra ferma si possono ammirare la Tonnara di S. Teodoro, ubicata prima di Marsala, l’unica tonnara di ritorno quella di Torretta Granitola, a Capo Granitola e la Tonnara di Tre Fontane nei pressi di Campobello di Mazara. 
Di molte di esse si hanno notevoli riscontri storici, in diversi atti notarili dell’epoca anche talvolta molto dettagliati, di alcune non c'è, per vari motivi, più alcuna traccia, di altre esistono solamente dei ruderi. 
Alcune sono state trasformate nel nome di un turismo di massa sempre più crescente in strutture ricettive. Oltre templi, saline, bagli e castelli, la visita delle tonnare è una tappa d’obbligo per chi ha in programma una vacanza di mare, sole e cultura in provincia di Trapani.
di Irene Cimino per

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