venerdì 2 agosto 2013

SICILIA, NIENTE TESTI GRATIS ALLE ELEMENTARI

Bimbi tutti in classe a studiare ma senza libri. Da settembre, in Sicilia, i libri nella scuola elementare non sono più previsti. Non perché i bambini debbano ancora imparare a leggere ma, udite udite, perché i soldi son finiti. Era già successo a Palermo con la scuola media dove le cedole per i libri non vengono più erogate da
tre anni perché il Comune non ha soldi ed i librai non erogano più i libri ai ragazzi. Chi può se li compra. Il rischio, adesso, è che la stessa cosa accada in tutta la Sicilia ma soprattutto già dalla scuola elementare. I librai palermitani, e dell’intera Sicilia, infatti, sul piede di guerra a causa del continuo ritardo del rimborso delle cedole librarie delle elementari. “Siamo pronti a bloccare la fornitura dei libri delle scuole elementari per il prossimo anno scolastico “. dicono dalla Confcommercio di Palermo. Diritto allo studio o no, le imprese sono al collasso. Ora tocca alle famiglie. Oggi i librai scendono in piazza a presentare la loro denuncia. Il tempo per salvare la scuola da questo ennesimo colpo ancora c’è.

APPROFONDIMENTO

L'art. 26 della Dichiarazione dei Diritti Umani recita:
«Ognuno ha diritto ad un'istruzione. L'istruzione dovrebbe essere gratuita, almeno a livelli elementari e fondamentali. L'istruzione elementare dovrebbe essere obbligatoria. L'istruzione tecnica e professionale, dovrebbero essere generalmente fruibili, così come pure un'istruzione superiore dovrebbe essere accessibile sulle basi del merito».

La Costituzione italiana anticipa la Dichiarazione universale dei diritti umani per quanto riguarda l'istruzione nell'articolo 33 e soprattutto nell'articolo 34, che parla di scuola aperta a tutti e di istruzione inferiore gratuita e obbligatoria da impartirsi per almeno otto anni; l'obbligo di frequenza e la gratuità non riguardano, al contrario, l’istruzione superiore e quella di livello universitario.

La Costituzione italiana stabilisce che tutti i cittadini hanno diritto all’istruzione e che a tutti deve essere data la possibilità di raggiungere i più alti livelli dell’istruzione. Per rendere effettivo il diritto di ogni persona ad accedere e frequentare ogni grado del sistema scolastico e formativo, Stato, Regioni ed Enti locali promuovono interventi per rimuovere gli ostacoli di ordine economico, sociale e culturale a tale diritto. In seguito alla riforma costituzionale del 2001, in particolare le Regioni esercitano funzioni di programmazione, indirizzo, coordinamento e sperimentazione in tale materia, ripartiscono i fondi a favore delle Province e definiscono le modalità di attuazione degli interventi, anche in relazione ad intese con enti locali e scuole. Oltre a un concreto aiuto economico, il sostegno alle famiglie nel diritto allo studio prevede altre linee d’azione. Promuovere interventi a sostegno delle famiglie e dei ragazzi, vuol dire non solo rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che si frappongono al pieno godimento di tali diritti, ma favorire la prevenzione e il recupero del disagio giovanile, sostenere la qualificazione del sistema formativo integrato per il diritto allo studio, prevenire casi di dispersione scolastica, vuol dire raccordare istituzioni e servizi educativi, scolastici e culturali. Ma, soprattutto, vuol dire garantire a tutti pari opportunità di successo scolastico e formativo.

DIRITTO ALLO STUDIO NELLA SCUOLA

Per favorire la frequenza scolastica, lo Stato italiano prevede sostegni, servizi e agevolazioni varie affinché ognuno possa realizzare il proprio diritto all’istruzione. Le norme prevedono sostegni per alunni disabili, scuole ospedaliere, interventi per alunni stranieri, interventi nelle aree a rischio di dispersione scolastica e devianza minorile o altri specifici servizi finalizzati ad assicurare ad ognuno il diritto all’istruzione sancito dalla Costituzione. Alcune materiali misure di sostegno (borse di studio, gratuità di servizi, libri di testo, assegni, trasporti scolastici, ecc.) si prefiggono di conseguire una condizione di parità e di uguaglianza di opportunità per tutti. Per sostenere il diritto allo studio vi sono interventi finanziari o altre misure di sostegno messe in atto sia a livello nazionale (Ministero della Pubblica Istruzione) che territoriale (Regioni ed Enti locali).

Borse di studio e libri di testo

Il Ministero della Pubblica Istruzione assegna ogni anno agli Uffici scolastici regionali fondi da ripartire tra le istituzioni scolastiche del territorio per borse di studio e assegni per la gratuità o la semigratuità dei libri di testo. Le borse di studio vengono assegnate ad alunni di scuola statale e paritaria in base alle condizioni economiche della famiglia di appartenenza. Inoltre, esistono le “borse di studio” per merito destinate agli studenti delle scuole superiori. Gli assegni per la gratuità o semigratuità dei libri di testo vengono concessi, in base alle condizioni economiche, agli alunni meno abbienti di scuola secondaria di I grado (ex-scuola media) e a quelli della secondaria superiore. Non sono previsti assegni per i libri di testo della scuola primaria in quanto in questo settore opera la totale gratuità dei libri.

Le leggi regionali

Tra le funzioni delle Regioni vi è quella del diritto allo studio che si realizza con strutture, servizi e attività destinate a facilitare, mediante erogazioni e provvidenze in denaro o mediante servizi individuali o collettivi, a favore di alunni di scuole pubbliche e private, l’assolvimento dell’obbligo nonché, per gli studenti capaci e meritevoli, la prosecuzione degli studi. Ogni Regione si è data nel tempo una propria legge regionale per il diritto allo studio, eventualmente aggiornata alla luce di nuove esigenze e valutazioni sopravvenute. Queste leggi regionali sono notevolmente differenziate tra loro. Per una migliore conoscenza si consiglia di accedere ai siti web della propria Regione.

Il buono scuola

Alcune Regioni hanno affiancato le borse statali (cioè finanziate con stanziamenti del Governo) con propri strumenti per aiutare le famiglie degli alunni della scuola pubblica e, soprattutto, le famiglie di quelli iscritti agli istituti paritari privati. Questi contributi sono solitamente chiamati “buoni scuola” o “contributi alla libera scelta educativa”. Le condizioni reddituali e le spese ammissibili per accedere al buono sono definiti da apposite leggi regionali. Per sapere se esiste e come funziona il “buono scuola” nella propria Regione occorre chiedere alla segreteria della propria scuola, o consultare il sito web della propria Regione (www.regione.NOMEREGIONE.it) nelle sezioni dedicate all’istruzione e al diritto allo studio.

Trasporto scolastico e mense

Per le scuole materne, elementari e medie i Comuni offrono un servizio di trasporto scolastico. Il servizio è gratuito per gli alunni disabili e gratuito o semigratuito per le famiglie con basso reddito /certificato dall’indicatore Isee). Sempre i Comuni gestiscono il servizio di ristorazione scolastica per le scuole materne, elementari e medie. Le mense scolastiche sono a pagamento con rette distinte a seconda della fascia di reddito.

Alunni disabili

Nella scuola italiana il diritto allo studio dei ragazzi disabili è tutelato mediante il loro diretto inserimento nella scuola, con il supporto di misure di accompagnamento alle quali concorrono a livello territoriale, con proprie competenze, oltre allo Stato, anche gli Enti locali e il Servizio sanitario nazionale. La legge 104/1992 ha definito forme e criteri per consentire alle persone disabili di realizzare i loro diritti di cittadinanza nei diversi momenti di vita, di studio, di lavoro e di relazione. Dal 2000, il regolamento dell’autonomia scolastica ha individuato tra le finalità della scuola quella di rispondere alle “caratteristiche specifiche dei soggetti coinvolti, al fine di garantire loro il successo formativo” e ha sottolineato il riconoscimento e la valorizzazione delle diversità. La scuola quindi diventa uno dei primi luoghi in cui il diritto di cittadinanza di coloro che hanno delle disabilità si realizza mediante l’integrazione all’interno del sistema educativo, senza separazione o esclusione alcuna. Il Ministero della Pubblica Istruzione mette in atto varie misure di accompagnamento per favorire l’integrazione: docenti di sostegno, finanziamento di progetti e attività per l’integrazione, potenziamento dell’organico del personale per sdoppiamenti di classi che accolgono alunni disabili, iniziative di formazione del personale docente di sostegno e curriculare nonché del personale amministrativo, tecnico e ausiliare.

Alunni stranieri

I bambini e i ragazzi con cittadinanza non italiana, anche se in posizione non regolare, hanno diritto all’istruzione alle stesse condizioni degli alunni italiani. Allo stesso modo hanno l’obbligo di iscriversi e frequentare le scuole statali o paritarie e hanno, pertanto, il dovere di conformarsi in tutto alle disposizioni nazionali in materia di istruzione. La loro iscrizione a scuola può avvenire in qualsiasi momento dell’anno scolastico. L’art. 45 del Regolamento sull’immigrazione (DPR 394/1999) fornisce criteri e indicazioni per l’iscrizione e l’inserimento degli alunni con cittadinanza non italiana, rimettendo al Consiglio di Circolo/Istituto e al Collegio dei docenti la responsabilità per un corretto inserimento che tenga conto dell’età, dei livelli di competenze e della scolarizzazione pregressa dell’alunno straniero.

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