giovedì 22 agosto 2013

RAPINA USANDO MADRE PER PALO. AL MOMENTO DELL'ARRESTO: "PAGO TROPPE TASSE, E COSI' NON RIESCO A CAMPARE"

E' la giustificazione addotta da un barista 25 enne incensurato arrestato dai carabinieri dopo una rapina con passamontagna e pistola in un centro massaggi cinese a Brescia. Il giovane, oberato dalle tasse, decide di rapinare un centro massaggi, e per farlo si porta anche la mamma. Il 19 agosto alle ore 22, calato il passamontagna sul volto, fa irruzione nel centro estetico di via Marchetti in città, uscendo dopo poco con 160 euro. Ad aspettarlo a bordo della Renault Clio c'era la mamma. Ma la sua fuga non è andata molto bene. Due donne, residenti in zona, hanno però assistito alla scena. Le vicine erano alla finestra quando il ragazzo, sceso dall'auto, si è infilato il passamontagna per entrare nel centro massaggi. Una delle due testimoni, insospettita dal gesto, ha chiamato il 112, segnalando l'auto usata per la fuga. I carabinieri della compagnia di Brescia, giunti sul posto, hanno verificato l'avvenuta rapina. La Clio descritta è stata localizzata poco dopo in via San Polo in città. Al volante c'era il 25 enne e seduta accanto la madre, che durante la rapina aveva fatto da palo. Sull'auto sono state trovate due pistole giocattolo prive di tappo rosso, un taglierino, un passamontagna, guanti di lana. E la busta con i 160 euro appena trafugati dal centro massaggi. Per il giovane barista, che ha ammesso le proprie responsabilità addossandosi anche un altro colpo perpetrato la sera precedente ad un secondo centro massaggi cinese di Brescia, è scattato l'arresto e il processo per direttissima, mentre la mamma, una parrucchiera di 48 anni, che gli ha fatto da palo nella rapina, è stata denunciata per concorso in rapina. Ora Simone, il giovane barista, si trova ai domiciliari, mentre la mamma è tornata al proprio lavoro. Sulle pagine del quotidiano locale "Giornale di Brescia", la mamma di Simone racconta la ragione che ha spinto lei e il figlio 25 enne a decidere di compiere le due rapine. "Eravamo disperati - ha raccontato la 48 enne - e non sapevo come recuperare i soldi che ci servivano per pagare i nostri debiti. Per il 20 del mese dovevamo saldare una batosta, tra Irpef, Iva ed altro: tutte tasse legate al bar di Simone". Motivazione che combacia con quella fornita dal ragazzo subito dopo essere stato beccato: "Abbiamo rapinato per disperazione. Non riusciamo più a pagare le tasse e così non riesco a campare”. Sembra che lo spunto per decidere di rapinare il centro massaggi sia arrivato proprio dalle pagine del giornale. "E' stata un'idea mia - spiega la parrucchiera - per ripagare i debiti, lo spunto me l’ha dato un articolo di giornale".

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