giovedì 1 agosto 2013

RAPINA A MANO ARMATA AL PARCO DI SELINUNTE. I SINDACATI: "LA SPENDING REWIEW RICADE SOLTANTO SULLA PELLE DEI LAVORATORI"

“La spending review viene fatta sulla pelle dei lavoratori”. Lo denunciano agli organi di stampa Michele D’Amico e Giuseppe Salerno, rispettivamente segretari regionali del Cobas/Codir e del Sadirs per le politiche dei beni culturali. “La notte tra domenica 28 luglio e lunedì 29 luglio 2013 – secondo informazioni assunte tra i lavoratori – alcuni malviventi hanno compiuto una rapina a mano armata contro i dipendenti regionali in servizio presso il Parco Archeologico di Selinunte: i lavoratori sono stati costretti a consegnare l’incasso del giorno oltre agli effetti personali. Innanzitutto – sottolineano i sindacalisti Michele D’Amico e Giuseppe Salerno – esprimiamo ai nostri colleghi la nostra solidarietà, ma non ci rimane che constatare che le nostre richieste di rafforzare le turnazioni notturne erano perfettamente coerenti con i rischi. Il personale regionale in servizio presso il Parco Archeologico di Selinunte – continuano i sindacalisti – opera in condizioni di alto rischio senza nessun aiuto tecnologico di videosorveglianza, di teleallarme, in condizioni ambientali fatiscenti, in locali non climatizzati. Chiediamo – concludono i sindacalisti di Cobas/Codir e Sadirs – un immediato sopralluogo e ispezione dei luoghi dove il personale di vigilanza presta la propria opera durante tutti i turni, e chiediamo che venga rispettato ovunque il numero minimo di tre unità di personale, dotandolo di tecnologie atte a rafforzare il sistema di sicurezza, mettendo in primo piano soprattutto la salvaguardia dei lavoratori”.

E senza il servizio di sicurezza i ladri entrano indisturbati in azione, come puntualizza Leo Caraccioli, uno dei dipendenti del parco. "Mi dispiace per gli ex colleghi ....parliamo di sorveglianza .... ma i custodi sono lasciati senza nessuna protezione, sono alla mercé di tutti .....non esistono telecamere, non ci sono impianti di allarme, non ci sono armi, non esiste adeguata illuminazione e soprattutto non esiste recinzione adeguata...Cosa si può pretendere da due persone che per lavorare debbono mettere a repentaglio la loro vita". Il bottino consegnato, sotto la minaccia di una pistola e di un coltello, si aggira intorno a €. 4.000,00, l'incasso dei biglietti della giornata, oltre ai telefonini e ad una Fiat Punto di proprietà del custode del Parco. 



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