lunedì 19 agosto 2013

ORDIGNO FATTO ESPLODERE IN CAVA DI MARMO. INDAGANO I CARABINIERI SULL'ATTO INTIMIDATORIO

Un ordigno rudimentale a basso potenziale confezionato con un detonatore e miccia detonante è stato fatto esplodere davanti alla porta della centralina elettrica che alimenta lo stabilimento lapideo della Simg, azienda
del gruppo Buonfigli-Scancella, in località Zanzi a Orosei, in provincia di Nuoro. Al momento del botto nello stabilimento situato a bordo strada della statale 129 a poche centinaia di metri dall'ingresso del paese, non c'era nessuno perché è chiuso per ferie e la guardia giurata prende servizio solo nelle ore notturne. Lievi i danni provocati dall'esplosione che ha annerito la porta in metallo del locale dove sono alloggiati i contatori che danno corrente al laboratorio e agli uffici dello stabilimento e che non sono stati danneggiati. Rimane comunque la gravità di un gesto intimidatorio che colpisce la più grossa realtà industriale del comparto lapideo oroseino. La Simg è una delle diverse società del gruppo di proprietà di Gianni Buonfigli, già vice presidente negli anni scorsi di Confindustria Nuoro-Ogliastra, e della moglie Anna Scancella, figlia del pioniere dell'estrazione del marmo oroseino il cavaliere del lavoro Vincenzo Scancella. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Siniscola che hanno avviato le indagini.

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