sabato 17 agosto 2013

MOLESTA UNA DONNA MA SI DIFENDE DALLE ACCUSE GRAZIE ALLA SUA "MACCHINA DEL TEMPO"

La notizia è stata resa nota dal Comando provinciale Carabinieri di Roma sul sito www.carabinieri.it.
"Questa è una macchina del tempo, ora torniamo indietro e vediamo cosa è realmente successo…". E' il
goffo tentativo di difesa reso da un cittadino romeno di 39 anni ai Carabinieri della Compagnia di Frascati che lo stavano arrestando con l'accusa di violenza sessuale. I fatti si sono svolti ieri mattina. L'uomo ha seguito a piedi per un lungo tratto di strada una ragazza connazionale di 33 anni che, come tutti i giorni, si era incamminata verso una fermata dell'autobus per raggiungere il posto di lavoro. La ragazza, visto l'insistente pedinamento, ha contattato preoccupata il "112". Quando i militari sono arrivati nella zona indicata dalla vittima hanno notato che il personaggio descritto nella telefonata stava pesantemente molestando la ragazza su una panchina. Il 39 enne romeno, quando si è visto piombare addosso i Carabinieri, non ha opposto resistenza, si è ricomposto, rimanendo seduto sulla panchina, poi, con calma olimpica, ha estratto dalla tasca una scatoletta di plastica - del tipo dei comuni ricevitori wi-fi portatili - dalla quale fuoriuscivano dei fili elettrici, affermando che quella era una macchina del tempo da lui messa a punto e che, grazie a quel congegno, i militari avrebbero potuto vedere cosa realmente era accaduto qualche minuto prima. Bastava attivarla per tornare, appunto, indietro nel tempo.
Il comunicato stampa è interamente tratto da



Alla fine, il marchingegno, assolutamente innocuo, è stato sequestrato e i militari hanno ammanettato il "bislacco inventore" portandolo in caserma con l'accusa di violenza sessuale. Nell'udienza per direttissima, il giudice ha convalidato l'arresto, decidendo di sottoporre l'uomo a perizia psichiatrica.

Nessun commento:

Posta un commento