mercoledì 28 agosto 2013

MAFIA. OMICIDI ED AFFARI IN GERMANIA. GLI INVESTIGATORI TEDESCHI INDAGANO SU AGRIGENTO E TRAPANI

Alcuni omicidi commessi in Germania e che potrebbero essere riconducibili alla mafia agrigentina, ma anche investimenti effettuati da emigrati siciliani, sono oggetto di un vertice svoltosi alla Direzione distrettuale
antimafia di Palermo con inquirenti tedeschi. Si parte da alcuni episodi accaduti in Germania. Da Mannheim era stato estradato Giuseppe Condello, 41 anni, assassinato a Palma di Montechiaro insieme a Vincenzo Priolo, 26 anni, il 27 gennaio del 2012. Furono crivellati di colpi e i corpi abbandonati dentro una vasca di scolo per le acque piovane, sotto un viadotto lungo la strada statale che conduce a Campobello di Licata, in contrada Ciccobriglio. A giugno scorso poi, il cadavere di Calogero Ciulo, 44 anni, di Canicattì, ritrovato ucciso a colpi di fucile e poi dato alle fiamme all'interno del portabagagli della sua Fiat Brava nelle campagne tra Delia e Campobello di Licata. Ed è sull'ultimo omicidio, avvenuto il 26 luglio scorso, su cui si concentrano le attenzioni investigative. Calogero Gabriele, 38 anni, originario di Palma di Montechiaro, è stato colpito a morte con un corpo contundente mentre si trovava in macchina in un sentiero di campagna a poca distanza dalla città di Ludwigshafen am Rein, grosso centro nei pressi di Mannheim, a nord di Stoccarda. Da questa città del Land del Baden-Wuerttemberg, a metà strada tra Stoccarda e Francoforte, sono giunti da un paio di giorni in Sicilia due poliziotti ed un magistrato del Land ma anche un agente della Bundeskriminalamt (Bka), la polizia federale tedesca, ed un magistrato federale. Una guerra di mafia si sta combattendo nella Sicilia Occidentale ed il sangue è giunto fino in Germania. Ad occuparsi della indagini adesso è la Direzione distrettuale antimafia che grazie all'aiuto degli investigatori tedeschi sta cercando di trovare, se esiste, un collegamento fra tutti i delitti. In un palazzo di giustizia ancora a mezzo servizio causa ferie ieri i pm della Dda Geri Ferrara, Rita Fulantelli ed Emanuele Ravaglioli, che seguono la provincia di Agrigento, hanno avuto un lungo colloquio con gli inquirenti tedeschi, per uno scambio di informazioni. Presenti anche investigatori della Polizia di Stato e dei Carabinieri. Sotto la lente di ingrandimento in Procura, anche i flussi finanziari alimentari da alcuni soggetti siciliani nel Land tedesco del Baden-Wuerttemberg, dove vive una nutrita comunità di agrigentini, provenienti in maggioranza da Palma di Montechiaro. Su questi aspetti si concentra l'attenzione degli inquirenti tedeschi. Si ipotizza - ma le indagini sono ancora nella fase iniziale - che almeno tre recenti omicidi in quella regione della Germania e i movimenti economici effettuati da siciliani li' residenti possano essere l'indicatore di un "risveglio" della mafia di Palma di Montechiaro, la più violenta e crudele dell'Agrigentino. "L'ipotesi di una guerra di mafia in Germania non la possiamo escludere a priori - afferma il pm Geri Ferrara, che detiene la delega sulle indagini antimafia nella provincia di Agrigento - ma stiamo collaborando e confrontandoci con i colleghi tedeschi. Mettendo a disposizione le nostre conoscenze. Certo la massiccia presenza di soggetti legati alla mafia a Mannheim e gli investimenti effettuati sono al centro dell'incontro", ha sottolineato il Pm palermitano. Mannheim è ormai diventato uno snodo ferroviario e portuale decisivo per l'intera Germania. Nella città di Mannheim, da anni, si è insediata una folta comunità di emigrati agrigentini e trapanesi che hanno investito parecchio denaro. Anche su questi flussi finanziari sono in corso indagini che hanno portato gli investigatori tedeschi a chiedere ed ottenere informazioni anche dal procuratore di Trapani, Marcello Viola.
Fonte AGI e livesicilia.it

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