sabato 10 agosto 2013

L'ENIGMA DELLA GIOCONDA DI LEONARDO. RIESUMATI I RESTI DEL FIGLIO DI MONNA LISA


Una mascherina per coprire la bocca ed una cuffia per raccogliere i capelli, per evitare contaminazioni fra dna. E' il 'kit' fornito a giornalisti, fotografi e operatori delle troupe televisive internazionali, dallo staff che segue le ricerche dei resti mortali della Monna Lisa di Leonardo. Oggi a Firenze è stata aperta la Cripta dei Martiri nella Basilica della Santissima Annunziata, dove potrebbero essere contenuti i resti di Piero, figlio di Lisa Gherardini, la prima modella di Leonardo per la sua Gioconda. All'interno della cripta, è stato permesso il passaggio di alcuni operatori, giornalisti e fotografi. Ma per evitare contaminazioni con l'ambiente, e quindi con quello che potrebbe essere uno dei dna più famosi del mondo, coloro che sono scesi attraverso un buco di poco più di un metro, hanno dovuto indossare mascherina per il volto e cuffia sulla testa. 'Schedati' tutti i partecipanti all'apertura della cripta: in caso di ritrovamento di un dna esterno all'ambiente incontaminato, che rivede la luce dopo 300 anni, i ricercatori dei resti mortali della Gioconda e dei suoi familiari, potranno così risalire al legittimo 'proprietario'.

PER RISOLVERE IL MISTERO RIESUMATI I RESTI DEL FIGLIO DELLA GIOCONDA DI LEONARDO

Nella Cripta dei Martiri sono sepolti due figli del marito di Monna Lisa, Francesco di Bartolomeo del Giocondo, a sua volta sepolto lì; il primo figlio, Bartolomeo, avuto dalla prima moglie e l'altro, Piero, di Lisa Gherardini, che l'uomo ebbe per seconda moglie. Prelevando il dna dalle ossa ritrovate oggi, sarà possibile una comparazione con quello estratto da alcuni resti di donna, ritrovati nel complesso fiorentino di Sant'Orsola mesi fa, che i ricercatori sperano possano appartenere a Lisa Gherardini. Le ricerche delle spoglie mortali della Gioconda immortalata da Leonardo, hanno avuto inizio due anni fa proprio nel complesso fiorentino di Sant'Orsola, dove sono stati scoperti otto scheletri, tre dei quali femminili. Al momento, su questi ultimi, è in corso l'esame del Carbonio 14, che potrebbe svelare quale di questi scheletri può esser riconducibile al periodo cinquecentesco, in cui Lisa Gherardini venne sepolta. La donna mori' il 15 luglio del 1542. "Il ritrovamento dei resti mortali della famiglia di Lisa Gherardini nella Cripta dei Martiri è fondamentale perché permette una comparazione fra il dna estratto negli scorsi mesi dai resti di Sant'Orsola e quello che sarà prelevato da quelli scoperti oggi - ha spiegato Silvano Vinceti, responsabile della ricerca e del Comitato Nazionale per la Valorizzazione dei Beni Storici Culturali e Ambientali - solo quando troveremo la corrispondenza fra una madre ed un figlio, avremo scoperto automaticamente Lisa e suo figlio Piero, il figlio legittimo. Questo è il passaggio chiave - ha concluso Vinceti - per arrivare all'ultima fase della ricerca, quella più esaltante: la ricostruzione del viso della donna". La Cripta dei Martiri aperta oggi, reca sulla lapide lo stemma, vergato in latino, della famiglia del Giocondo. La cripta fu poi acquistata nel 1527 da un'altra famiglia. Al momento dell'apertura, la cripta è risultata 'ammantata' da un velo di fango, perché fu invasa dalle acque del fiume Arno con l'alluvione del 1966. Un ambiente ideale, hanno spiegato i ricercatori, per isolare e reperire i resti.

da www.agi.it

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