venerdì 9 agosto 2013

INCHIESTA CORSI D'ORO. CONFERMATI I DOMICILIARI E IL SEQUESTRO DI BENI PER TUTTI GLI INDAGATI

I giudici del Riesame, nell'inchiesta Corsi d’oro sulla gestione degli enti di formazione professionale, hanno rigettato tutte le istanze confermando gli arresti domiciliari per tutti gli indagati ed i sequestri di beni. Restano tutti ai domiciliari i sette indagati dell’operazione Corsi d’oro sulla gestione degli enti di formazione professionale, che avevano presentato istanza di scarcerazione. I giudici del Riesame hanno depositato la decisione nel primo pomeriggio dopo la discussione di ieri e martedì. Confermati anche i sequestri di beni. Adesso per tutti si profila il ricorso in Cassazione. Sono stati due giorni di discussione fittissima. Vere e proprie maratone di nove ore per consentire agli avvocati di convincere i giudici del Tribunale del riesame a considerare cessate le esigenze cautelari per i propri assistiti e rimetterli in libertà o in alcuni casi a restituire i beni sequestrati. Fra ieri e martedì è stata trattata la posizione di sei delle dieci persone arrestate il 17 luglio scorso nell'operazione Corsi d’Oro sulla gestione di tre enti di formazione professionale: l'Aram, l'Ancol e Lumen. Ieri gli avvocati Marcello Scurria ed Alberto Gullino hanno discusso le posizioni dell’ex assessore comunale ed ex responsabile regionale dell'Ancol Melino Capone, del presidente dell'Aram Elio Sauta e della moglie Graziella Feliciotto. Martedì invece era stata trattata la posizione di Chiara Schirò, moglie del deputato del PD Francantonio Genovese, di Daniela D'Urso, moglie dell’ex sindaco di Messina ed ex deputato regionale del Pdl Giuseppe Buzzanca, Natale Lo Presti, socio unico della Sicilia Service srl, e Natale Capone. Ed è stata trattata anche la posizione di Elena Schirò, moglie del deputato regionale del Pd Franco Rinaldi, ma solo per quanto riguarda il sequestro di beni. Il Tribunale, dopo tre giorni di udienze, accogliendo la richiesta avanzata dal gruppo Criminalità economica della Procura di Messina, coordinato dal procuratore aggiunto Sebastiano Ardita, ha rigettato tutte le richiesta dei collegi di difesa. Alle udienze erano presenti il procuratore aggiunto Sebastiano Ardita ed i sostituti Camillo Falvo, Fabrizio Monaco ed Antonio Cerchietti titolari dell’inchiesta che ha investito il mondo della formazione professionale messinese. Va ricordato che nei giorni scorsi i giudici del Riesame hanno già confermato gli arresti domiciliari per Concetta Cannavò, presidente della Lumen,  e Nicola Bartolone, vicepresidente dell'Aram.

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