mercoledì 21 agosto 2013

GIOVANE PROGRAMMATORE INFORMATICO BULGARO SCAMBIATO PER IMMIGRATO VIENE SEPPELLITO A POZZALLO SENZA INFORMARE LA FAMIGLIA


Sarebbe stato scambiato per un immigrato irregolare, per via del colore della sua pelle, e per questo seppellito in Sicilia senza nemmeno informare i suoi famigliari. Il britannico The Independent la ricostruisce così ed è categorico nel puntare il dito contro le autorità italiane. In realtà la triste storia di Stoyan Zafirova, cittadino bulgaro che avrebbe compiuto 24 anni settimana prossima, è leggermente diversa. Ma comunque sconcertante. L’8 giugno scorso l’uomo, che viveva in provincia di Ragusa e faceva il programmatore informatico, viene travolto da un'auto mentre passeggia lungo la provinciale Pozzallo-Ispica, una strada molto trafficata in provincia di Ragusa. Zafirova, di buon mattino era solito fare lunghe passeggiate fuori dal centro abitato. Dopo l’impatto il responsabile dell’incidente, un uomo di 50 anni alla guida di una Mercedes, si ferma cercando di prestare soccorso. Ma nonostante il tempestivo arrivò dell’ambulanza il giovane bulgaro muore ancor prima dell’intervento dei sanitari. In effetti in un primo momento, non avendo documenti di identità, Zafirova viene realmente scambiato per un immigrato irregolare. Uno dei tanti che in questi mesi sbarcano lungo le coste siciliane e spesso fanno perdere le tracce. Ma successivamente le forze dell'ordine accertano la sua vera identità mentre la procura della repubblica di modica avvia le indagini. Una settimana dopo, attraverso l’ambasciata bulgara, viene rintracciata la nonna di Zafirova e successivamente anche i genitori, che vivono a Malta. E qui c’è la parte comunque sconcertante della storia, stando almeno a quello che sostengono i parenti del programmatore informatico. Al sito Thelocal.it i genitori hanno dichiarato di essere stati dissuasi dal venire in Italia perché era impossibile per loro vedere il figlio, dato che erano ancora in corso le indagini. Ma ben sei settimane dopo l’incidente ricevono una lettera con l'invito a recuperare la salma. Incaricano un'impresa di pompe funebri di riportare il figlio a Malta ma a solo in quel momento scoprono che non è possibile perché Zofiran è già stato sepolto da 12 giorni nel cimitero di Pozzallo. Senza che nessuno si fosse preoccupato almeno di informare la famiglia. "È stato sepolto senza il nostro permesso, non ci hanno detto nulla" accusa la madre Zaharinka Zafirova . "Avevo parlato con lui tre giorni prima dell’incidente –aggiunge la madre- e mi aveva detto che andava tutto bene". La donna insiste nel dire che il figlio non era né un immigrato né un senzatetto. "Stava bene tanto che si era pure offerto di mandare del denaro per noi". Dalla procura di Modica nessuna replica anche se tengono a precisare che di regola l’autorità giudiziaria si limita solo a "dare il nulla osta alla sepoltura, nel senso che vengono meno le esigenze di indagini, ma successivamente sono la famiglia o l’autorità amministrativa a stabile quando procedere alla sepoltura".

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