mercoledì 7 agosto 2013

GIBELLINA RICORDA LUDOVICO CORRAO A DUE ANNI DALLA SUA SCOMPARSA

La mattina del 7 agosto 2011, nella sua camera da letto al Baglio delle Case Di Stefano, sede della Fondazione delle Orestiadi di Gibellina, veniva barbaramente ucciso a 84 anni il senatore Ludovico Corrao,
classe 1927, originario di Alcamo. Corrao aveva cercato di ricostruire la rinascita di un popolo. Nel mito di un incrocio delle civiltà occidentali e orientali, trasformando pure il terremoto del Belìce in occasione di riscatto, da senatore e sindaco di Gibellina.
Ma sul calare dell’esistenza, a 84 anni, è stato tradito da un ragazzo del Bangladesh, devoto e gentile, Saiful Islam, 21 anni, improvvisamente armatosi prima con una statuetta e poi di un coltello da cucina per sgozzarlo. Un taglio netto che ha quasi decapitato la testa, con altri fendenti a vene e polsi. Un delitto d’impeto, una furia scatenata dall’accudente fedele sull’uomo che lo aveva assunto e lo tutelava come un figlio. E’ stato lui a confessare di aver commesso l’orribile crimine con un'agghiacciante telefonata all’ex direttore delle Orestiadi, Michele La Tona: «Affannato, mi diceva: "Dottore, ho ammazzato il senatore". E io: "Non scherzare". Ma ha insistito. Ho chiuso, ho chiamato il vice presidente, ho cercato altre persone...». Arrestato dai Carabinieri subito dopo l'omicidio, quale reo confesso, il giovane è stato assolto dal gip del Tribunale di Marsala perché "incapace di intendere e di volere al momento del delitto" e, successivamente, trasferito in una struttura che si occupa di pazienti psichiatrici. 

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