venerdì 30 agosto 2013

FRA GIOVANNI, DENUNCIATO PER TRUFFA, SI E' TOLTO IL SAIO IN ATTESA DEL GIUDIZIO DELLA MAGISTRATURA E DEL PAPA

Aveva inviato appelli e richieste di denaro per ristrutturare la chiesa di Borgo Schirò nel comune di Corleone. Un finto frate M.D. di 30 anni di origine pugliese è stato denunciato dagli agenti del commissariato per truffa
aggravata e sostituzione di persona. L’uomo da mesi si aggirava per la cittadina in provincia di Palermo vestito con un saio da monaco e si presentava ai corleonesi e ai preti del paese come Fra Giovanni Maria della Comunità dei Frati e Suore di Maria Regina della Pace. Il suo appello lo aveva divulgato anche in rete. Il 19 settembre 2012, Fra Giovanni aveva inserito anche su www.palermotoday.it in cronaca l'appello, intitolato "Corleone, appello di Fra' Giovanni per salvare la chiesa di Borgo Schirò". L'appello era una richiesta d'aiuto per salvare dal degrado una chiesa di Corleone. “Carissimi Fratelli e Sorelle Siciliane, sono addolorato nel vedere la Casa del Padre Mio di Borgo Schirò, ridotta in un cumulo di macerie – si legge nell’appello del finto monaco – La mia intenzione e salvare quella Chiesa che sta cadendo in distruzione a Borgo Schirò (Corleone) per farne un luogo di preghiera sacra e di ritiro spirituale per tutti i credenti. In questo momento sono solo a cercare di riportare quella struttura al suo antico splendore, ma se in tutti voi che leggete queste righe s’accende un po' di quella fede donata dal Nostro Signore Gesù Cristo, di certo sarete in molti a venire in quel Borgo ad aiutarmi nella mia impresa, che il Signore Gesù Cristo mi comanda di fare. Non abbandonatemi. Voi figli e figlie del Padre mio, aiutatemi e sarete ricompensati giustamente dal Signore Gesù per quello che farete, affinché nessuna Casa di Dio resti sola ed abbandonata”. Alla fine dell’appello c’era anche un numero di telefono cellulare dove contattare il “frate” per le donazioni. E mentre l'avviso di garanzia segue il suo percorso giudiziario il "finto" frate rilascia pubblicamente dichiarazioni, tentando di spiegare la sua posizione, anzi quello che lui ritiene una missione. “Il Signore sa da cosa sono stato spinto e per quale motivo sono andato in missione a Corleone per soli tre giorni e non per quindici come c’è scritto nell’avviso di garanzia”. Si fa chiamare Fra Giovanni Maria e ribadisce la sua vocazione tanto da aver scritto al Santo Padre per avere riconosciuto l’ordine che stava fondando, la Comunità dei Frati e Suore di Maria Regina della Pace. “Io non ho paura di loro. Ho già nominato un mio avvocato e in sede giudiziaria stabiliremo la verità. Il sindaco di Corleone – aggiunge il presunto frate – mi ha dato 20 euro, ma io in cambio le ho donato una corona del rosario. Avevo e ho intenzione di recuperare la chiesa del Borgo Schirò e avevo chiesto l’aiuto di tutti gli uomini di buona volontà”. Una conversione e la ricerca di una comunità che riscopra la povertà nella chiesa. “Per questo sono ancora in giro – dichiara Fra Maria – Ho tolto il saio in attesa del giudizio della magistratura e del Papa, non del Vaticano. Non mi riconosco nella chiesa cattolica romana. Ho tolto il saio perché ho fatto voto di obbedienza. Vedremo dopo il processo se mi sarà consentito di professare ancora la parola di Gesù”.
Fonte palermo.blogsicilia.it e palermotoday.it

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