mercoledì 28 agosto 2013

E' ENTRATO IN PORTO IL MERCANTILE CON I 109 PROFUGHI SALVATI A POCHE MIGLIA DALLE COSTE LIBICHE

Una nave italiana ha soccorso nella nottata del 27 agosto un gommone di profughi in difficoltà nel Canale di Sicilia. Sono in tutto 109 i migranti, provenienti dalle coste libiche, soccorsi dal Celia, il mercantile battente bandiera italiana. Tutti i migranti, tra i quali diverse donne ed alcuni bambini, si trovavano su un gommone poco distanti dalla coste libiche in balia del mare forza 5. L’operazione è avvenuta grazie ad un s.o.s. lanciato dagli stessi extracomunitari per mezzo di un telefono satellitare. Allertata dalla richiesta d’aiuto, la centrale della Capitaneria di Porto di Roma ha dirottato in zona la nave. Il Celia, raggiunto il gommone a circa 30 miglia dalle coste libiche, intorno alle 03.00 del mattino, che rischiava di affondare, a causa delle proibitive condizioni del mare, ha trasferito a bordo i migranti e ha fatto rotta verso il porto di Trapani per arrivarvi nella tarda serata di ieri. I 109 immigrati, dopo le prime cure, saranno identificati e trasferiti nei centri di accoglienza in attesa di nuove disposizioni. Non si placa, malgrado il mare grosso e le condizioni meteo proibitive, l’ondata massiccia di sbarchi di profughi provenienti dalle zone di guerra. Lo sbarco della scorsa notte è l’ennesimo caso di emergenza immigrazione clandestina sulle coste meridionali. Che ci sia un problema da affrontare è apparso chiaro anche dalle parole del presidente dell'Europarlamento, Martin Schulz, che ha definito “doverosa” una legge europea sul tema dei migranti. “In Europa c'è un vuoto legislativo, manca una legge – afferma Schulz - che regoli veramente l'immigrazione”. Secondo il presidente dell’Europarlamento occorre lavorare con i Comuni e gli enti locali. “La prima regola è che i Comuni che accettano profughi sul loro territorio devono essere – precisa Schulz - aiutati dai loro governi, senza imposizioni. Anche il modello teoricamente migliore di integrazione non vale niente se è imposto in una realtà che non è pronta. Si finisce per mettere le popolazioni le une contro le altre facendo percepire solo il costo dell'immigrazione”. E il tedesco interviene anche sulla regolazione dei flussi. “Certamente come Stati europei non saremmo in grado di accettare tutti quelli che vogliono venire senza applicare alcun criterio, per questo – ha spiegato Schulz – abbiamo bisogno del diritto di migrazione con norme chiare per consentire un'immigrazione regolare. Che è poi il modo migliore di combattere quella irregolare. Non dobbiamo dimenticare, poi, che dietro la problematica dei migranti spesso – sottolinea Martin Schulz – c’ è anche quella del crimine organizzato. Sappiamo che gli immigrati sono sfruttati, ma se non siamo in grado di agire su questo punto – conclude – non faremo altro che mettere ancora di più la responsabilità di tutto sulle spalle dei poveri profughi che vengono in barca sulle nostre coste”.

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