domenica 18 agosto 2013

DONNA SICILIANA UCCISA A BOTTIGLIATE DAL COMPAGNO NEL CUNEESE

Ancora un caso di femminicidio. Una donna di 38 anni è stata uccisa a bottigliate dal suo compagno, completamente ubriaco, al culmine di una lite furibonda. Entrambi avevano problemi con l’alcool. E’successo in una frazione di Borgo San Dalmazzo, in provincia di Cuneo. Maria Grazia Giummo, 38 anni, è morta per le ferite che il compagno di 35 anni, Umbertini Pantini, le ha inferto all’addome e alla testa a colpi di bottiglia. E' stato lo stesso uomo a portarla in condizioni gravissime all’ospedale di Cuneo, una volta resosi conto della gravità delle ferite inferte alla donna. Ma era troppo tardi per salvarla. Lui, autista senza occupazione che faceva lavori saltuari, era originario di Fossano (Cuneo), lei siciliana emigrata al nord, e residente col compagno da circa un anno nella frazione Beguda di Borgo San Dalmazzo. In paese hanno riferito che i due non si erano integrati con gli altri abitanti. La gente li conosceva ma non li frequentava perché – dicono in paese – i due erano spesso ubriachi. E’ sicuramente nell’alcool che hanno origine le cause della tragedia. Nella villetta a due piani in cui i due vivevano i carabinieri hanno trovato tutto sottosopra: mobili e sedie rovesciati, molte bottiglie vuote, alcune rotte. Stando a quanto ricostruito dai carabinieri, il litigio è avvenuto in piena notte. L’uomo era sicuramente ubriaco, perché in quello stato è successivamente arrivato al pronto soccorso. Possibile che anche la donna avesse bevuto. Il diverbio è degenerato e i due hanno cominciato a colpirsi a bottigliate. Anche l’uomo è stato ferito, ma in modo più superficiale. Resosi conto della gravità delle ferite impartite alla compagna, Platini ha caricato in auto la compagna l’ha portata al pronto soccorso di Cuneo. Poi – hanno riferito i sanitari – si è accasciato in sala d’aspetto, addormentandosi. Il personale del pronto soccorso ha confermato che la donna era già morta quando è giunta in ospedale. Maria Grazia Giummo aveva due figli nati da una precedente relazione, dati in affidamento. L’uomo aveva precedenti per alcool. I carabinieri gli avevano ritirato la patente di guida più volte, ed era anche stato denunciato per aggressione a pubblico ufficiale. Solo due giorni fa Pantini aveva ricevuto un ammonimento dai carabinieri per il suo eccessivo consumo di alcolici. I militari dell'Arma, secondo i quali, i due si sarebbero feriti a vicenda al culmine di una lite furibonda in preda ai fumi dell'alcool, stanno cercando di ricostruire la dinamica esatta di quanto accaduto. Per Umberto Pantini è stato convalidato il fermo ed è stato portato nel carcere di Cuneo, accusato di omicidio. In attesa dell’interrogatorio di garanzia e dell’autopsia sul corpo della donna, probabilmente lunedì, il medico legale ha effettuato una seconda ispezione cadaverica specificando che il cranio di Maria Grazia Giummo è stato sfondato da un “mezzo contundente”. Non necessariamente un oggetto, quindi, anche se agli inquirenti appare poco credibile la possibilità che la donna si sia rotta la testa per una caduta accidentale durante la lite. Ai carabinieri, che sono tornati nella casa di Beguda per un nuovo sopralluogo, e al magistrato, Pantini non ha detto nulla. Le sue ultime parole sono state al pronto soccorso dell’ospedale di Cuneo quando, trasportando la compagna in fin di vita, ai sanitari aveva spiegato che “si è ferita cadendo dal letto”.
L’episodio è l’ennesimo caso di femminicidio che si verifica negli ultimi giorni. Il 12 agosto a Pinzolo era stato ritrovato in un auto il corpo di Lucia Bellucci, uccisa a coltellate dall’ex fidanzato Vittorio Ciccolini. Il giorno dopo ad Avola Antonio Mensa ha ucciso, davanti al figlio di 4 anni, e poi si è suicidato, Antonella Russo. La moglie, che aveva chiesto la separazione, lo aveva denunciato per stalking.

le fonti: ilfattoquotidiano.it e internazionale.it

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