domenica 11 agosto 2013

DENUNCIATI PER DANNO AMBIENTALE GIOCANDO CON PALETTA E SECCHIELLO IN SPIAGGIA.

"E INVECE SE FAI IL MUOS È TUTTO OK..." DENUNCIA TRIZZINO.

Un fatto decisamente particolare è accaduto a Valledoria, in Sardegna, dove in seguito alla costruzione di un canale sulla spiaggia di San Pietro le acque limacciose del fiume Coghinas sono finite in quelle cristalline del mare, portando alla denuncia dei responsabili del crimine. Infatti, tutto sembra normale, se non fosse per un dettaglio molto importante che rende la vicenda al quanto paradossale, visto che il crimine è stato compiuto da solo due ragazzini armati di paletta e secchiello che di sicuro non pensavano minimamente che quello che loro consideravano un semplice gioco da spiaggia potesse causare tali conseguenze, soprattutto la denuncia dei loro genitori per disastro ambientale. Una vicenda talmente assurda che ha spinto Legambiente, associazione che si batte da sempre per la tutela e il rispetto dell’ambiente, approdata in Sardegna con la Goletta Verde, a mettere a disposizione delle famiglie la tutela gratuita dei propri avvocati del Centro di Azione Giuridica. I genitori di due bambini sardi, la scorsa settimana, si sono visti piombare una denuncia per danno ambientale dopo che i loro figli hanno scavato con secchiello e paletta vicino alla foce di un fiume in provincia di Sassari. Avrebbero infatti provocato la contaminazione tra le acque gialle melmose del fiume e quelle limpide del mare. “Non c’è nulla da fare, siamo la Repubblica delle banane” denuncia al quanto furente Giampiero Trizzino, presidente 5 Stelle della commissione Ambiente dell’ Ars. La notizia che si possa beccare una denuncia perché si gioca con paletta e secchiello a mare, lo ha lasciato di stucco. “Non volevo crederci – racconta – mi è stato detto che i genitori di alcuni bambini in Sardegna sono stati denunciati per danno ambientale perché i loro figli con paletta e secchiello hanno costruito un canaletto che metteva in comunicazione un fiume col mare. Pensavo ad una bufala, ma sono stato costretto a ricredermi, è tutto vero. E’ assurdo – continua Trizzino -. Se passiamo in rassegna tutte le violazioni che si sono fatte per il Muos rischiamo di fare notte, eppure si va avanti. Ormai è chiaro: hanno deciso che il Muos va fatto e qualsiasi motivazione contraria non sarà tenuta in nessuna considerazione, a costo calpestare codici e e normative di qualsiasi tipo o relazioni di esperti che attestano la pericolosità dell’impianto satellitare americano per la salute. Per riassumere – prosegue Trizzino – il Muos viola tre prescrizioni della normativa sul paesaggio, insistendo in un sito di Interesse comunitario, in una zona di massima tutela del piano paesaggistico di Caltanissetta e in area “A” della riserva Sughereta. Se è vero, come è vero, che la tutela del paesaggio rientra tra i principi fondamentali della Costituzione, voglio sapere in luogo di quale altro interesse questo principio è stato sacrificato. Viola – dice il deputato – uno dei pilastri centrali del diritto ambientale, quello all’informazione, sancito dalla Convenzione di Arhus e recepito da tutti gli ordinamenti moderni, compreso il nostro, e che introduce il diritto dei cittadini di accedere alle informazioni ambientali e il dovere delle autorità pubbliche di divulgarle. Contro il Muos, infine – conclude Trizzino – si sono espressi gli studiosi della Sapienza di Roma che hanno sentenziato che non c’erano i requisti per autorizzare l’impianto e gli stessi esperti siciliani della commissione delI’Istituto superiore di Sanità”. La battaglia dei parlamentari siciliani contro il Muos, intanto continua.

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