sabato 24 agosto 2013

DAMASCO. 1700 CIVILI E CENTINAIA DI CANI E GATTI UCCISI DOPO L'ATTACCO DEL GAS NERVINO

Qualunque cosa sia che abbia causato il presunto massacro di almeno 1.700 civili in un sobborgo di
Damasco nei giorni scorsi, non ha risparmiato gli animali della zona. Centinaia di gatti e cani morti vengono rimossi dalle strade di un sobborgo di Damasco dopo un presunto attacco di armi chimiche. 
Sono i giovani attivisti a mostrare mucchi di animali morti, tra cui gatti, cani, pecore e capre, apparentemente uccisi, dove si trovavano, dallo stesso gas velenoso presumibilmente utilizzato per massacrare uomini, donne e bambini della zona.






















Un attivista dell'opposizione siriana, che indossa una maschera antigas, sta accanto ad un cane morto che, come verrà fatto per i cadaveri, servirà per raccogliere campioni e verificare l'uso eventuale delle armi chimiche a Zamalka, a est di Damasco. La mattina di mercoledì scorso, il governo avrebbe lanciato un attacco di gas velenoso nella zona in mano ai ribelli, sorprendendo centinaia di persone mentre dormivano nei loro letti. Gli attivisti hanno dichiarato che, razzi con agenti chimici, avrebbero colpito i sobborghi di Damasco di Ain Tarma, Zamalka e Jobar prima dell'alba. Il governo siriano continua a negare di aver lanciato l'attacco. 

Queste immagini, datate giovedì 22 e distribuite dalla agenzia di stampa Reuters, mostrano uomini a piedi in strade desolate, in cerca di cadaveri, in modo da raccogliere più prove possibile dell'utilizzo di armi chimiche.
Gli attivisti, che indossano maschere anti gas, mettono in una borsa un gatto morto, raccogliendo campioni per l'uso delle armi chimiche. Qualsiasi prova raccolta potrebbe rivelarsi cruciale nel determinare ciò che è realmente accaduto nella periferia est di Damasco. Il segretario generale dell'ONU, Ban Ki-moon, ha rinnovato le pressioni nei confronti della Siria, per consentire agli ispettori già in città l'accesso immediato alla zona per indagare sulle accuse. "Non mi viene in mente nessuna buona ragione per cui una delle parti, né le forze di governo o dell' opposizione, vorrebbero cogliere l'occasione per non arrivare alla verità della questione" ha dichiarato su un forum diplomatico a Seul il capo delle Nazioni Unite. Il governo siriano non ha fornito alcuna risposta pubblica alle richieste delle Nazioni Unite per poter inviare la sua squadra di esperti ad ispezionare il luogo dell'attentato. Tuttavia, gli ispettori stanno attendendo il permesso per essere guidati verso il sito dove sembra possa essersi consumato il peggior attacco di gas tossico degli ultimi 50 anni.
Tradotto da www.dailymail.co.uk

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