martedì 20 agosto 2013

"CONGELATA" L'EREDITA' DI 800 MILA EURO LASCIATA DAL PRETE ALLA SUA BADANTE. LA CURIA VUOLE LA SUA PARTE

L'eredità di don Giulio Gratteri, il defunto parroco della chiesa di San Sebastiano a Lumezzane (Brescia), morto il 10 aprile scorso, che ha lasciato i propri averi alla sua badante, è congelata. Blocco della
successione e congelamento dei conti correnti. Ottocentomila euro, a tanto ammonta il lascito alla perpetua, la badante moldava, Valentina Papescu, 52 anni. Conti correnti e testamento restano là dove sono, le parti sollevano le mani dalla scacchiera e interrompono il gioco. E' questo l'esito dell'udienza al tribunale civile di Brescia sulla contestata eredità del religioso in attesa delle opportune verifiche. "La signora ha messo a verbale che non toccherà nulla finché non si farà chiarezza su quanto appartiene a don Giulio e quanto invece è di proprietà della parrocchia" ha spiegato il legale della Diocesi di Brescia Enrico Bertoni, che comunque non intende impugnare il testamento. Secondo la diocesi di Brescia, 320 mila euro di quella somma lasciata alla donna potrebbero essere soldi della parrocchia di San Sebastiano, un blocco trasferito sul conto personale del prete che doveva saldare i lavori per l'oratorio. La morte sarebbe sopraggiunta prima di questa operazione e di conseguenza dalla Curia vogliono vederci chiaro e tracciare l'origine di quei soldi. Ad insospettire in particolare sarebbero 320 mila euro trasferiti sei giorni prima di morire da don Gatteri dal conto corrente dei beni parrocchiali a quello suo personale senza la necessaria autorizzazione della Curia, come è invece previsto dalla prassi canonica. Di fronte al giudice di Brescia le parti, da un lato la parrocchia, dall'altro lei, Valentina, sono arrivate ad una sorta di moratoria volontaria affinché possano essere effettuate le verifiche sui conti correnti. L'udienza davanti al giudice del Tribunale civile di Brescia è stata rinviata al 7 novembre. A Valentina Papescu, moldava, è stata per 12 anni la badante di don Giulio Gatteri, che alla sua morte, il 10 aprile scorso, le ha lasciato una eredità quasi milionaria. La perpetua ha dichiarato di non volerli, quei soldi. ''Non sapevo niente - ha dichiarato Valentina -, ho saputo quando hanno aperto il testamento''. La donna questa mattina è comparsa in udienza davanti al giudice del Tribunale civile di Brescia, accompagnata dal proprio legale. Quando ha saputo del lascito ''ho iniziato a piangere e mi sono chiesta perché. L'ultima cosa a cui penso sono i soldi''. A chi le domanda se si attendesse un regalo cosi' cospicuo risponde: "si', un po' me l'aspettavo, e un'idea sulla ragione del gesto me la sono fatta. Ma è meglio che non parli". Per Valentina quello dei soldi "è l'ultimo dei problemi". La gente dice ''che devo vergognarmi, ma non so di che cosa. Non ho fatto niente - precisa la signora Valentina -. Il mio lavoro onesto l'ho fatto fino alla fine''. E a chi le chiede cosa vuole rispondere a chi insinua che lei abbia circuito don Giulio, lei dice ''non rispondo niente, sto zitta e lascio che pensino quel che vogliono. Non ho fatto nulla di male - ribadisce - anche se la gente continua a dirmi che devo vergognarmi. Che lo pensino''. A Lumezzane nel frattempo si respira aria di incredulità e stupore da quanto è circolata la notizia del lascito a cinque zeri. La verità ora potrebbe arrivare dalle analisi delle movimentazioni dei conti correnti di don Giulio. Le vie del Signore sono infinite, quelle delle banche, invece, no.

fonte ilgiorno.it e agi.it

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