sabato 3 agosto 2013

CATTURATO A ROMA IL MARITO DELLA BADANTE UCCISA E TROVATA NELLO SCATOLONE

«So chi siete e perché siete qui. Non dite nulla ai miei amici che mi stanno ospitando. Quella coppia non sa nulla».

E’ quello che Giovanni Miceli, 67 anni ricercato da fine giugno per l'omicidio della moglie, l’ucraina 62 enne Olga Dunina, ha detto al maggiore dei carabinieri Giovanni Rizzo che l’ha bloccato nella cucina di un
appartamento di lusso in piazza Navona a Roma. Miceli in quella casa era arrivato un mese fa. I proprietari sono vecchi amici del 67 enne e tra loro, almeno da 30 anni, non c’erano stati più contatti. L’anziano era fuggito da Foligno il giorno del ritrovamento causale del cadavere della moglie, uccisa a bastonate nella casa dove l’uomo risiedeva e abbandonata a bordo strada, chiusa in uno scatolone, ai margini di una strada tra Foligno e Spello a due passi dalla Statale 75 Centrale Umbra. Miceli aveva pianificato tutto, compresa la pulizia della stanza, teatro dell’omicidio, e appena dopo esser arrivato a Roma aveva vagato per la Capitale. Poi il contatto con quei vecchi amici, del tutto all'oscuro dei fatti, cui l’uomo avrebbe chiesto di essere ospitato spiegando, ma sul punto sono in corso accertamenti, di doversi sottoporre a delle cure e, quindi, di aver necessità di un appoggio temporaneo. L'uomo, però, non aveva fatto i conti con i con l’inchiesta coordinata dalla Procura di Perugia col pm Mario Formisano e condotta carabinieri del Comando Provinciale di Perugia, guidati dal colonnello Angelo Cuneo, con quelli del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo guidati dal maggiore Rizzo e quelli della Compagnia di Foligno al Comando del capitano Andrea Mattei, con i quali ha collaborato anche l’Arma della Capitale. L’indigente in fuga, divenuto ricercato che copriva la latitanza in un rifugio di lusso, è stato arrestato. Grazie non solo ai tanti servizi di appostamento e di ricerca nella capitale fatti dai carabinieri, ma anche ad una carta delle Poste con cui l'uomo ogni primo del mese ritirava la pensione e che ha fornito elementi decisivi per localizzarlo. In particolare è stato l'ultimo prelievo, non riuscito, di due giorni fa, che ha messo gli investigatori sulla pista giusta. Giovanni Miceli, «che conosce il reale accadimento dei fatti», faccia «piena luce» sull'omicidio di Olga Dunina (per il quale l'uomo è stato arrestato ieri a Roma dai carabinieri). E' quello che auspicano gli avvocati Nicodemo Gentile e Antonio Cozza, legali dei figli della badante uccisa a Foligno il 18 giugno scorso. In particolare, i legali - in un loro comunicato - chiedono che l'uomo dica «tutta la verità sul movente di questo terribile omicidio, sulla dinamica e sui soggetti che hanno comunque favorito la sua condotta anche post-delitto». «Abbiamo comunicato l'arresto del Miceli - riferiscono gli avvocati Gentile e Cozza - ai figli della signora Olga, i quali da subito hanno manifestato piena fiducia nel lavoro della procura di Perugia, a cui, insieme agli investigatori, vanno i complimenti per la loro importante attività d'indagine».

da http://www.ilmessaggero.it/

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