giovedì 29 agosto 2013

ALLERTA NELLE MARCHE PER TUBERCOLOSI DEL CINGHIALE

La Regione Marche rafforza i controlli contro la tubercolosi del cinghiale, dopo la scoperta, da parte di agenti del Corpo Forestale, di una discarica di capi morti fatta nel maceratese, tra Matelica e Cerreto d'Esi. 
Alcuni cinghiali trovati in località Incrocca, erano stati gettati in acqua nel fiume Esino. La Regione sta monitorando attentamente la questione della tubercolosi dei cinghiali (e bovina) in quanto potenzialmente trasmissibile all’uomo attraverso l’ingestione di carne e dannosa per l’economia regionale. Il vero punto di debolezza del sistema è stato individuato nel bracconaggio: infatti, sono i bracconieri a fornire carne non controllata ai consumatori e ai ristoratori (che rischiano di essere altre vittime di questa situazione) con il rischio di infettare gli utenti. Invece, la caccia di selezione è sicura in quanto le squadre sono munite di veterinario che certifica le carni. Su iniziativa dell’assessore alla Caccia, Paola Giorgi, che sta lavorando in equipe con i colleghi Mezzolani (Sanità) e Malaspina (Agricoltura), verranno immediatamente convocate le associazioni venatorie, gli ATC, le squadre per la caccia di selezione al cinghiale, le associazioni di categoria, le forze dell’ordine, i servizi veterinari, per concordare un’azione di rafforzamento dei controlli delle carni, di bonifica della malattia e di isolamento, e punizione dei bracconieri che commettono un grave reato contrabbandando carne potenzialmente infetta.
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