giovedì 4 luglio 2013

TRUFFA ALL'INPS PER CIRCA 300MILA EURO. AGLI ARRESTI 3 RESPONSABILI TRA CIA ED ACLI

Tre responsabili marsalesi di associazioni di categoria sono ora posti alla misura cautelare degli arresti domiciliari, mentre 15 braccianti risultano indagati, a piede libero, tutti per falso e truffa aggravata ai danni dell'Istituto nazionale di previdenza sociale. Con queste accuse sono finiti in manette tre sindacalisti: due
rappresentanti della Confederazione italiana agricoltori (Cia), Giacomo e Piernicola Abrignani, padre e figlio, rispettivamente di 61 e 37 anni, e Giacomo Passalacqua, dell'Acli, 71 anni, arrestati dai militari della Guardia di Finanza di Marsala nella frazione di Strasatti, nell'ambito di un'indagine della Procura della Repubblica di Marsala. L'inchiesta avrebbe fatto luce su un'indebita percezione di indennità di disoccupazione in favore di numerosi braccianti agricoli, che non ne avrebbero avuto diritto. "Dal 1998 al 2011 - hanno spiegato il procuratore della Repubblica a Marsala, Alberto Di Pisa e il sostituto procuratore Nicola Scalabrini - sono stati indebitamente percepite indennità per circa 300 mila euro, con contributi previdenziali non versati all'Inps per circa 80 mila euro". Secondo le Fiamme Gialle, i tre avrebbero fatto percepire indebitamente l'indennità di disoccupazione a quindici falsi braccianti, che risultavano per alcuni periodi assunti fittiziamente dal titolare di un´azienda agricola di Petrosino, Vincenzo Chirco, nel frattempo deceduto. Il sostituto Scalabrini: "Non è la solita truffa del falso invalido ma un vero e proprio sistema, messo in atto da soggetti preparati e coscienti del meccanismo di attribuzione delle indennità di disoccupazione".




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