sabato 20 luglio 2013

TREMILA LUCI NEL SILENZIO, LA FIACCOLATA PER PAOLO BORSELLINO


Tremila luci nel silenzio. Sono le fiaccole tenute in mano da chi è partito in corteo da Piazza Vittorio Veneto fino in via D'Amelio, luogo della strage che ha ucciso Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta. 


Tremila luci nel silenzio, accompagnate da scritte nei manifesti, più forti di qualsiasi voce, di qualsiasi urlo. "Paolo Vive". "È normale che esista la paura, l'importante è che sia accompagnata dal coraggio". "Chi
ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola". "Meglio un giorno da Borsellino che cento da Ciancimino".


Tremila luci nel silenzio per ricordare un uomo che ha dedicato la propria vita alla lotta alla mafia. Che l'ha sacrificata scuotendo così le coscienze e la voglia di riscatto di un popolo che con la sua morte, così come con quella di Giovanni Falcone, ha trovato la forza di dire basta, una forza che deve essere ritrovata, però, ogni giorno.



Tremila luci nel silenzio, per una vergogna che ci portiamo dentro, tra verità nascoste, agende sparite, colpevoli liberi, processi infiniti e trattative tra stato e mafia.



Tremila luci nel silenzio, tremila volti di anziani, giovani, bambini, madri, figli. C'è chi era lì quel giorno, chi ha sentito lo scoppio, chi ha visto il fumo innalzarsi da via D'Amelio. E c'è chi doveva ancora nascere ma che ha imparato dai ricordi di altri l'importanza che quel momento ha avuto nelle nostre vite, nella nostra storia.


Tremila luci nel silenzio, una bandiera deposta sotto l'albero di ulivo. L'inno di Mameli risuona e riempie gli occhi di lacrime di tristezza, di rabbia, di frustrazione. E di speranza, Perché a 21 anni di distanza ci sono ancora tremila luci nel silenzio. 

Di Attilio Cardella per Si24.it

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