martedì 9 luglio 2013

TERREMOTO AL COMUNE DI SALAPARUTA, TRA I 9 INDAGATI ANCHE IL SINDACO

Si è scatenato il terremoto nella Valle del Belice, dopo che la procura di Marsala ha notificato nove avvisi di garanzia ad amministratori comunali, tecnici e imprenditori edili del luogo, nell’ambito di un’indagine che ruota attorno ai reati di abuso d’ufficio e associazione per delinquere. Nel piccolo comune belicino, che conta 1.781 abitanti, dopo aver appreso che tra gli indagati, per “appalti irregolari”, c’è anche il sindaco di
Salaparuta, Rosario Drago, si è scatenato un vero e proprio terremoto. Secondo l'accusa, dal 2008 in poi sarebbero stati realizzati lavori pubblici senza i necessari adempimenti previsti dalla legge. Indagati sono anche l'ex assessore Carmelo Vaccaro, 36 anni, il consigliere comunale Gioacchino Pirrello, 30 anni, e tre tecnici: Antonino Sacco, 65 anni, ex capo dell'ufficio tecnico comunale, Calogero Fontana, 48 anni, geometra, e Giuseppe Di Stefano, tecnico di 72 anni. Indagati anche tre imprenditori: Mariano e Paolo Nicolosi (43 e 53 anni) e Anna Maria Mendolia, 44 anni. Circa due settimane fa, il 24 e il 25 giugno, ma la notizia è trapelata solo ora, la Procura di Marsala, tramite i carabinieri di Castelvetrano, ha proceduto al sequestro di una cospicua documentazione al Comune di Salaparuta, con diverse perquisizioni anche nelle abitazioni degli indagati. Da qui l'emissione degli avvisi di garanzia. Secondo la Procura della Repubblica di Marsala, la cui indagine è coordinata dal sostituto Giulia D'Alessandro, a partire dal 2008, gli indagati avrebbero realizzato dei lavori pubblici senza le opportune delibere, impegni di spesa, né bandi per la regolare assegnazione delle opere comunali. Proprio nel 2008, alla vigilia dell’Immacolata, Sarino Drago, subisce un vile atto intimidatorio, mirato “ad indebolire l'azione amministrativa portata avanti dal sindaco e dalla sua squadra assessoriale – dichiara allora Vito Bonanno, sindaco di Gibellina, esprimendo la solidarietà a nome di undici sindaci della Valle del Belice - All’amico Rosario Drago siamo vicini come colleghi e lo invitiamo ad andare avanti nella sua azione amministrativa, improntata alla legalità e al bene comune”. E questa caratteristica il sindaco di Salaparuta l’ha dimostrata anche il 21 marzo scorso, quando ha approvato un atto con il quale, insieme alla Giunta, ha rinunciato per tutto il 2013 alla indennità di funzione. “Ci è sembrato assolutamente opportuno e necessario – aveva sottolineato il primo cittadino di Salaparuta – passare dalle parole ai fatti concreti. La somma che andremo a risparmiare in un anno pari ad euro 50.023,94 per il pagamento delle indennità sarà invece utilizzata per consentire la proroga dei contratti dei quindici lavoratori precari in servizio presso il nostro comune”. Per la cronaca gli amministratori comunali di Salaparuta già lo scorso anno avevano dato un “segnale” riducendosi dal mese di luglio l’indennità nella misura del 10%. Una mossa scaturita per fare fronte alla situazione di grave liquidità finanziaria del comune. Il primo cittadino, 58 anni, di professione medico chirurgo, giunto quasi al termine del suo secondo mandato amministrativo, sempre disponibile al dialogo, dopo l’avviso di garanzia, raggiunto telefonicamente, non vuole rilasciare alcuna dichiarazione, ritenendosi amareggiato ed incredulo per quanto gli stia capitando, spera solo che la giustizia faccia il suo corso e si dimostri la sua estraneità.

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