martedì 30 luglio 2013

NIENTE CARCERE PER STALKING E FINANZIAMENTO ILLECITO, EFFETTO EMENDAMENTO SU DL "SVUOTA CARCERI"

Con la modifica introdotta al Senato al dl 'svuota-carceri' non solo non scatterà più la custodia cautelare in carcere per lo stalker, ma anche per chi finanzia illecitamente i partiti e chi rende falsa testimonianza. È questa la conseguenza di un emendamento presentato da Gal e poi approvato a Palazzo Madama. La settimana
scorsa, in commissione Giustizia del Senato e poi in Aula, è stata approvata una proposta di modifica al decreto cosiddetto 'svuota-carceri' che aumenta il tetto massimo perché scatti la custodia cautelare in carcere, dai 4 a 5 anni. A presentarlo è stato Lucio Barani, del gruppo Grandi Autonomie e Libertà; ha poi ricevuto parere favorevole del governo ed è stato approvato dall'intera maggioranza. Le conseguenze di questa modifica alla quale sembra che il Pdl non voglia proprio rinunciare, sono di una certa importanza: non solo non ci sarà più il carcere preventivo per chi commette il reato di stalking, ma anche per chi finanzia illecitamente i partiti, per l'abuso d'ufficio (la pena massima di questo reato era stata portata a 4 anni nella precedente legislatura), per chi rende false informazioni ai Pm. Si 'salvano' infine dalla custodia cautelare anche i reati di favoreggiamento, contraffazione, introduzione nello Stato e vendita di marchi contraffatti. Sono tutti reati per i quali è prevista una pena massima di 4 anni. Mentre ormai il tetto perché scatti la custodia cautelare in carcere è di 5 anni. In commissione Giustizia della Camera ora si vorrebbe modificare il testo del decreto per tornare alla versione licenziata dal governo, ma il Pdl non sembra intenzionato a rinunciare alle modifiche introdotte al Senato. E il tempo stringe visto che il decreto è atteso nell'Aula di Montecitorio per domani. «Quella effettuata al Senato sul dl carceri in merito al reato di stalking è una modifica aberrante», scrive sul suo blog Mara Carfagna, portavoce del gruppo Pdl alla Camera. «Durante l'esame alla Camera del Dl carceri correggeremo le modifiche fatte al Senato perché giudichiamo impensabile che non sia prevista la custodia cautelare per il reato di stalking», rende noto la presidente della Commissione Giustizia di Montecitorio, Donatella Ferranti.

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