domenica 14 luglio 2013

STALKER ARRESTATO: ROTTO TIMPANO ALLA EX

Ancora un caso di stalking in Sicilia, questa volta a Marsala. Un uomo è stato arrestato dai carabinieri dopo che l'ex convivente lo ha denunciato per i maltrattamenti subiti. In esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip del Tribunale di Marsala, Dott. Vito Saladino, i Carabinieri della Stazione di
Marsala, diretti dal Mar. Ca. Francesco Barbera, ed i militari della Sezione di P.G. presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Marsala, coordinati dal Mar.A.“S”.UPS Francesco Pellegrino, hanno tratto in arresto il marsalese Antonino De Marco, 43 anni, in atto sottoposto alla misura della Sorveglianza Speciale di P.S. con obbligo di soggiorno, resosi responsabile dei reati di atti persecutori, lesioni personali aggravate e maltrattamenti in famiglia.Un incubo che si conclude e che trae inizio dalle denunce della convivente verso il suo ex coniuge-aguzzino a partire dall’agosto del 2011. L'uomo, già noto alle forze dell'Ordine, avrebbe percosso più volte la donna, dalla quale aveva avuto anche una figlia, causandole la rottura del timpano sinistro. Era finito poi in carcere per rapina aggravata in concorso ma una volta uscito di prigione sarebbe tornato a perseguitare l'ex convivente. Da quando aveva riacquistato la libertà, lo scorso fine marzo, il quarantatré enne era diventato il suo tormento. La donna ha raccontato ai Carabinieri che, sin da subito nel 2007, la sua convivenza more uxorio era stata un inferno, poiché il De Marco attuava nei suoi riguardi continue ed ininterrotte vessazioni, impedendole ad esempio di vedere i propri genitori ed usando diverse volte la forza contro di lei, percuotendola e cagionandole lesioni personali. Nel dicembre del 2010, durante una discussione molto accesa, la donna, oltre ad essere minacciata e ingiuriata, è stata colpita violentemente al volto con la conseguente rottura del timpano sinistro. Dopo ciò la convivenza con il marito è stata interrotta e la donna ha trovato rifugio presso la casa dei propri genitori, portando con sé la figlia nata dalla loro relazione; ma la condotta persecutoria è andata avanti. Nell’estate del 2011, in occasione di un incontro per vedere sua figlia, De Marco la minacciata nuovamente, arrivando addirittura a bloccare la donna alla guida della propria auto, non curante della presenza della figlia minore, scoppiata in lacrime per l’accaduto. Nel settembre 2011, in seguito all’arresto per il reato di rapina aggravata in concorso, si interrompe la condotta di De Marco. Al riacquisto della libertà il 30 marzo scorso, benché sottoposto ad un periodo di detenzione in carcere e poi presso una comunità agli arresti domiciliari, subito comincia nuovamente ad attuare la propria condotta persecutoria nei confronti della donna. Dal momento del suo rilascio inizia ad utilizzare gli incontri con la figlia per controllare morbosamente l’ex convivente, che intanto aveva deciso di rompere ogni rapporto affettivo, telefonandola in continuazione per sapere dove fosse, recandosi all’improvviso presso la sua abitazione con la scusa di vedere la piccola e minacciando i suoi datori di lavoro, al punto da farla licenziare. La donna, quindi, il 27 giugno scorso si rivolge nuovamente ai militari della Sezione di P.G. presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Marsala, i quali ascoltano il suo racconto e immediatamente, per timore di un’eventuale ulteriore reazione del De Marco, la scortano presso l’abitazione di alcuni parenti residenti in un’altra città, che si erano dichiarati disponibili ad ospitarla. Proprio in questo frangente, nel tragitto dalla Procura alla propria abitazione, il pregiudicato a bordo di uno scooter, tenta nuovamente di fermare la donna, inveendo nei suoi confronti e solo il deciso e repentino intervento dei Carabinieri lo fa desistere dalla sua azione. Per questi motivi, essendoci un reale e attuale pericolo nei confronti della sua famiglia, vista anche la pericolosità del soggetto, nonché la sua recidività, i militari dell’Arma, richiesta con urgenza all’Autorità Giudiziaria di Marsala l’adozione di un’adeguata misura cautelare e quest’ultima, ritenendo valido il quadro accusatorio nei confronti del soggetto, emettendo il provvedimento restrittivo, lo hanno arrestato e successivamente trasferito nel carcere San Giuliano a Trapani, con l'accusa di atti persecutori, maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate, ponendo fine all'incubo di moglie e figlia.

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